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Quanto potere ha un'assistente sociale? Il caso di Valeria De Luca

Quanto potere ha un’assistente sociale? Il caso di Valeria De Luca

di Gianluca D Amelio

Come si può avere fiducia nella figura dell’assistente sociale che da sola ha il potere di incidere in modo così profondo sulla vita di una famiglia?
A seguito del precedente servizio di Playmastermovie, che ha portato alla ribalta il caso della mamma di Rosciano, Alessandro Amori è tornato davanti al Comune di Rosciano (PE) per raccogliere la testimonianza di Valeria De Luca, accompagnata dal suo avvocato Raffaele Pellegrino e dal fratello Danilo De Luca.
Come si può affidare un potere così grande a chi decide modalità che hanno portato a un dispiegamento imponente di forze dell’ordine per sottrarre dei figli dalla loro abitazione, lasciando una madre senza poterli vedere per mesi?
Un decreto dispone videochiamate “immediate”, ma la prima viene fissata venti giorni dopo per volontà dell’assistente sociale. La signora De Luca chiede di poter sentire i propri figli, dopo oltre cinque mesi, e le viene imposto un luogo distante, senza la presenza del suo legale, l’unica persona di cui si fida.
Come può la signora Valeria De Luca continuare ad avere fiducia nelle istituzioni?
È urgente che chi governa riveda il sistema degli affidi, gestito tramite cooperative e fortemente concentrato nelle mani dell’assistente sociale. Un ruolo così delicato non può esercitare un potere così incisivo sulla vita di bambini e famiglie senza controlli stringenti, trasparenza e reali garanzie di tutela. Il primario interesse dei minori deve essere una priorità concreta, non solo dichiarata.

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