Nicola oggi ha 16 anni. Lo avevamo conosciuto quando era ancora bambino, nel 2017, quando avevo intrapreso quell’avventura che mi portava a raccontare, dall’interno, la protesta taciuta dai media mainstream contro la legge Lorenzin.
Fu allora che conobbi Nicola e la sua famiglia. Passai tre giorni a casa loro e raccontai la sua storia, quella di Nicola danneggiato da vaccino, nel documentario Vax Over. (Puoi vedere il documentario qui)
Da allora non abbiamo mai perso i contatti. Negli anni ho continuato a seguire, anche a distanza, la crescita di Nicola e soprattutto la grande fatica di mamma Federica, impegnata quotidianamente ad affrontare le difficoltà del figlio e, prima di tutto, i suoi problemi di salute. Oggi, però, torno a raccontare Nicola per qualcosa di diverso. Qualcosa che, per chi lo conosce da tanti anni, rappresenta una conquista enorme.
Federica, negli anni, ha scritto numerosi libri, per far conoscere la storia di Nicola ma anche per contribuire a sostenere le sue cure, che richiedono più volte all’anno viaggi in Germania e comportano costi importanti.
Questa volta, però, sta per uscire un libro che non è stato scritto da Federica. È stato scritto da Nicola. Ed è proprio da qui che nasce questa nuova storia.
Dopo 15 anni di silenzio
Per raccontarla ho parlato con Federica, che mi ha spiegato cosa è accaduto negli ultimi mesi.
Il punto di partenza è aprile di quest’anno, quando, dopo aver saputo dell’esistenza a Gorizia di un’associazione che si occupa di scrittura facilitata, Federica ha deciso di rivolgersi a loro per capire in cosa consistesse questo percorso e se potesse essere utile a Nicola.
Dopo circa 15 anni nei quali la comunicazione verbale di Nicola è rimasta fortemente limitata, si è aperta così una possibilità completamente nuova: quella di comunicare per iscritto.
Federica mi racconta che già dal primo incontro è rimasta profondamente colpita da ciò che ha iniziato a emergere. Nel corso degli anni di homeschooling, Nicola era rimasto presente alle attività della famiglia e aveva seguito, ascoltato e assimilato moltissime informazioni, fino a quel momento tutto questo patrimonio non aveva potuto trovare una forma piena di espressione. La scrittura sembra ora aver aperto quella porta.
Una capacità che non era mai riuscita a vedere
C’è un episodio che Federica racconta e che, ascoltandola, colpisce particolarmente. Durante il primo incontro nell’associazione, Nicola prende un libro e comincia a sfogliarlo velocemente. È qualcosa che fa abitualmente anche a casa: prende libri, anche molto voluminosi, e li sfoglia con una velocità impressionante. Federica, fino a quel momento, aveva interpretato quel comportamento come uno sfogliare nervoso e privo di un significato particolare. Tanto che, racconta, a volte gli aveva chiesto di smettere perché quel continuo sfogliare la infastidiva.
I facilitatori dell’associazione le hanno invece spiegato che, secondo la loro esperienza, quella può essere una modalità di lettura utilizzata da alcuni ragazzi neurodivergenti.
E poi è arrivata la verifica. A Nicola sono stati sottoposti testi di diverse pagine, scritti anche a caratteri piccoli, che Nicola ha letto in pochissimo tempo. Successivamente gli sono state poste domande sul contenuto di quei testi.
E anche qui Nicola ha risposto correttamente. A un certo punto Nicola si è voltato verso di lei con un’espressione che Federica racconta di aver visto soltanto in un’altra occasione: quando, dopo il tumore, era uscito dall’ospedale. Un’espressione che sembrava dire semplicemente: «Io ce l’ho fatta».
La scrittura come strumento di libertà
Nicola ci ha preso gusto, è proprio il caso di dire, e subito dopo ha espresso un desiderio preciso: scrivere un libro. Non soltanto per raccontare la propria storia. Il suo primo intento, racconta Federica, è quello di aiutare altri ragazzi che vivono una condizione simile alla sua, ragazzi che si trovano ad avere difficoltà a comunicare ciò che hanno dentro. Nicola inizia così a scrivere il libro presentando se stesso e raccontando la propria esperienza. Una delle frasi con cui sceglie di descriversi è particolarmente significativa: «Sono disabile nel corpo ma non nello spirito». Federica ci racconta inoltre di essere rimasta colpita dalla proprietà linguistica e dall’ampiezza del vocabolario utilizzato dal figlio nella scrittura. Da quel momento ha iniziato a porgli domande più specifiche, concordando con lui il percorso da seguire, e Nicola ha continuato a scrivere.
Un ragazzo che finalmente può raccontarsi
Nicola, un ragazzo che per anni ha avuto enormi difficoltà a comunicare verbalmente, sta finalmente trovando uno strumento per raccontare ciò che pensa, ciò che sente e ciò che vuole dire agli altri. E da quando ha cominciato a scrivere, Nicola non ha più avuto una crisi. Questo a dimostrazione di come una parte importante del suo malessere possa essere stata legata proprio all’impossibilità di essere compreso.
Il libro di Nicola
Dopo aver conosciuto Nicola bambino nel 2017 e aver seguito, negli anni, la sua vicenda e quella della sua famiglia, oggi mi trovo davanti a un Nicola diverso. Un ragazzo di 16 anni che, nonostante le enormi difficoltà che ha dovuto affrontare, sta cercando il proprio posto nel mondo, ha trovato un modo per esprimere se stesso e vuole anche arrivare ad altri ragazzi che, come lui, rischiano di rimanere imprigionati nella difficoltà di comunicare ciò che hanno dentro.
Per questo, oggi, quella di Nicola non è soltanto la storia di un libro, ma la storia di una voce che finalmente riesce a farsi sentire. Ed è anche, in qualche modo, una storia che sento profondamente vicina a quella di Playmastermovie, che il prossimo anno compirà dieci anni da quando è iniziato il suo impegno sociale e di attivismo: dare voce a chi voce non ha e permettere a chi per troppo tempo è rimasto inascoltato di affermare la propria voce nel mondo.
Anche Nicola sta facendo questo e la sua conquista è, in qualche modo, anche la conquista di Playmastermovie. E queste due storie crescono insieme, così come crescono insieme a tutte quelle persone che comprendono il valore di conquiste come questa e sono disposte a sostenerle.
Per questo acquistare il libro di Nicola non significa soltanto contribuire concretamente a sostenere le costose cure di cui ha bisogno. Significa anche dare forza a quel gesto di autodeterminazione con cui Nicola, attraverso la scrittura, afferma se stesso e il proprio diritto a essere ascoltato.
Dal silenzio alla scrittura, dalla difficoltà di comunicare alla possibilità di raccontarsi. Una conquista di Nicola, ma anche una conquista per tutti coloro che credono nel valore di una voce che finalmente riesce a farsi sentire.
Chi è interessato al libro “…AMOREVOLMENTE, NICOLA”, scritto da Nicola, può scrivere direttamente a Federica in privato.
Le prevendite inizieranno quanto prima e sono indispensabili per sostenere anche le spese di stampa. I proventi del libro saranno destinati alle cure di Nicola.
Email: federicasanti80@gmail.com
Telefono: 348 5797565

