Playmastermovie offre i suoi contenuti come beni della collettività, gratuitamente.
Per mantenere un’informazione indipendente, sostienici con una donazione.
Insieme riscriviamo la storia!

Playmastermovie fornisce contenuti gratuiti come beni della collettività. Sostienici con una donazione per un’informazione indipendente.
digiuno secco

Tutto sul digiuno secco

di Redazione Playmastermovie

Smettere di alimentarsi per un certo periodo è già considerata una pratica estrema o persino pericolosa da molti scettici. Ma cosa dire del digiuno secco, che esclude anche i liquidi? Alcuni sostengono addirittura che si muore dopo tre giorni senza acqua.

Tuttavia, sempre più persone testimoniano il contrario, e il numero di praticanti del digiuno secco cresce in tutto il mondo. Si dice persino che sia tre volte più efficace del digiuno con acqua, a condizione di saperlo praticare correttamente per non mettere a rischio la propria salute.

Scopriamo insieme tutte le sfaccettature di questo singolare digiuno come strumento di rigenerazione.

 

COS’È IL DIGIUNO SECCO

Il digiuno secco consiste nella privazione totale di cibo e di liquidi di qualsiasi tipo. Esistono due versioni:

  • la versione “dolce”, in cui si può avere contatto con l’acqua: fare la doccia, inumidirsi le labbra o sciacquarsi la bocca;
  • la versione “dura”, in cui ogni contatto con l’acqua è vietato.

La scuola russa del digiuno secco raccomanda questa seconda forma, sostenendo che anche un contatto minimo con l’acqua invierebbe al corpo un’informazione contraddittoria rispetto ai processi di adattamento che si attivano quando non si introduce più alcun liquido.

 

STORIA DEL DIGIUNO SECCO

Il digiuno senz’acqua non è una pratica recente.

Nella Bibbia, si dice che Mosè digiunò per 40 giorni e 40 notti senza bere né mangiare nel deserto, e che il re di Ninive proclamò un digiuno secco per tutto il popolo per placare l’ira di Dio. Anche Gesù, durante i suoi 40 giorni nel deserto, probabilmente non ebbe accesso a fonti d’acqua.

Più recentemente, in Russia, il digiuno secco è stato oggetto di studi approfonditi. Alla fine del XIX secolo, il professor Viktor V. Pasutin osservò che la perdita di peso non colpisce allo stesso modo tutti gli organi e che i tessuti malati vengono distrutti preferenzialmente.

Il suo discepolo L. A. Schennikov sviluppò negli anni ’70 la “metodologia di riabilitazione dell’organismo”, molto nota in Russia.

In seguito, il dottor Sergei Filonov, suo allievo, diffuse la conoscenza del digiuno secco in Occidente negli anni 2010-2015.

 

FISIOLOGIA DEL DIGIUNO SECCO

Produzione endogena di acqua

Il corpo perde acqua ogni giorno, e una disidratazione prolungata può essere fatale. Tuttavia, il corpo può produrre acqua internamente, chiamata acqua metabolica, principalmente dall’ossidazione dei grassi.

100 g di grasso → circa 110 g di acqua
100 g di proteine → solo 42 g di acqua

Durante il digiuno secco, il corpo usa le riserve di grasso non solo come energia ma anche come fonte d’acqua.
Questo spiega perché i processi di pulizia e disintossicazione sono più rapidi rispetto al digiuno idrico.

Pulizia e autolisi accelerata

Il bisogno di acqua spinge il corpo a entrare più velocemente nella lipolisi (uso dei grassi). Nel digiuno secco, questo può avvenire dopo circa 36 ore, contro i 3 giorni del digiuno con acqua. Il corpo utilizza anche l’acqua trattenuta (edemi) e persino l’umidità dell’aria.

Febbre curativa e smaltimento dei rifiuti

Molti digiunatori riferiscono una sensazione di calore intenso, segno di un aumento del metabolismo. Secondo Filonov, questa “febbre” accelera l’eliminazione dei rifiuti e la distruzione interna delle tossine, come dimostrato anche dal Premio Nobel André Lwoff, che studiò gli effetti della febbre sulla depurazione cellulare.

Regolazione dell’infiammazione e delle infezioni microbiche

Quando l’acqua scarseggia, il corpo la destina solo ai processi vitali, riducendo infiammazioni e proliferazioni microbiche. Filonov afferma che i migliori risultati si ottengono iniziando il digiuno secco all’inizio dei sintomi infettivi (come durante il COVID-19).

Miglioramento delle carenze minerali

Durante il digiuno secco, il corpo redistribuisce meglio i minerali interni, poiché non ci sono processi digestivi o escrezione. Secondo Filonov, l’equilibrio minerale può addirittura migliorare.

Funzione renale

Contrariamente alle paure comuni, studi mostrano che il digiuno secco può migliorare la funzione renale, con un aumento del 167% della clearance della creatinina dopo 5 giorni. L’assenza di acqua esterna permette ai reni di riprendersi e rigenerarsi.

 

IL DIGIUNO SECCO NELLA PRATICA

È una pratica molto potente, ma anche impegnativa. Si consiglia di aver prima praticato digiuni con acqua. Si può iniziare con un digiuno secco intermittente 16/8, ossia 16 ore senza cibo né acqua ogni giorno.

Le fasi del digiuno secco prolungato (secondo Filonov)

Entrata nel digiuno (1–3° giorno)
Perdita di peso, insonnia, irritabilità, crampi.

  1. Prima crisi di acidosi (36–72h)
    Mal di testa, nausea, vertigini, calore al plesso solare.
    Elimina i patogeni.
  2. Adattamento (5–9° giorno)
    I sintomi diminuiscono, il corpo si adatta.
  3. Seconda crisi di acidosi (8–11° giorno)
    Forte sete e sintomi accentuati. È la fase più difficile ma anche più terapeutica.
  4. Compensazione e equilibrio (intorno al 9° giorno)
    Il corpo ritrova stabilità, momento adatto per interrompere il digiuno.

 

RACCOMANDAZIONI

Prepararsi con rigore: fare una discesa alimentare progressiva e alternare cicli di digiuno idrico e secco.

Non interrompere durante una crisi di acidosi: attendere la fine della fase critica.

Ripresa: bere a piccoli sorsi fino a che l’urina torna chiara, poi introdurre cibi grassi o proteici, evitando zuccheri.

Ambiente: scegliere luoghi naturali, umidi e puliti. Evitare città e ambienti inquinati.

Acqua di qualità alla fine del digiuno, poiché “l’acqua porta energia”.

Fonte: Anthropometric, Hemodynamic, Metabolic, and Renal Responses during 5 Days of Food and Water Deprivation (Ioannis A. Papagiannopoulos et al., 2013)

L’articolo, reperito dal blog Régénèrehttps://rgnr.tv/, è stato redatto da Thierry Casasnovas e Estelle Sovanna e pubblicato nel numero 8 della rivista Régénère, intitolato “La potenza del digiuno”.

    Questo spazio vive grazie al contributo della comunità.
    Supportaci con una donazione.

    Leggi anche ...