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Heidi Grenier

È tempo di riappropriarsi di ciò che è già nostro

di Redazione Playmastermovie

Alessandro Amori era impegnato a Champery, tra le montagne della Svizzera francese, dove si stava svolgendo un ritiro di digiuno secco, che Amori stava documentando per realizzare il documentario sul potere nascosto di questa antica pratica (clicca qui per saperne di più), quando ha incontrato Heidi Grenier, la coach emozionale lì presente, e le ha rivolto alcune domande.

Heidi oggi pratica la metodologia di liberazione delle corazze, una pratica psico corporea che la vede guidare con la voce movimenti lenti e dolci affinché la persona possa incontrare se stessa nelle profondità del corpo e instaurare un dialogo sensoriale con la propria percezione, creando una sorta di partenariato con i vissuti interiori per armonizzare la vita.

Durante il digiuno secco, che viene spesso frainteso come uno stato di totale stasi energetica, Heidi sottolinea che il corpo, pur affaticato a causa della disintossicazione, viene sostenuto attraverso una serie di automassaggi che offrono conforto fisico, sostegno al processo detox e un ascolto interno rigenerante, grazie al quale le persone percepiscono un reale beneficio, una stabilizzazione del sistema nervoso centrale e una calma che coinvolge il sistema parasimpatico.

Heidi ricorda che corpo e mente non sono entità separate e che gli organi vivono sia una dimensione fisica sia una psichica: un dolore a un organo, come il fegato, potrebbe non avere origine organica ma segnalare la necessità di liberare una carica emotiva trattenuta, e la pratica corporea consente di drenare questo vissuto inconscio.

liberazione delle corazze

Dopo aver sperimentato il digiuno idrico per venti giorni, Heidi racconta di aver vissuto una vera trasformazione con il digiuno secco praticato per sette giorni su sé stessa: un contatto intimo con il cuore del proprio corpo e una consapevolezza interiore nuova, una verticalità dell’essere che ha segnato un punto di discontinuità, un prima e un dopo.

Per lei il digiuno secco rappresenta una pratica accessibile e profondamente rigenerante, che attiva l’intelligenza vitale del corpo, usa i sintomi come segnali di vita, favorisce il rinnovo delle cellule staminali in un contesto sicuro e accompagna una trasformazione interiore durante la liberazione delle tossine.

Sebbene praticarlo una volta a settimana per ventiquattro ore possa apparire estremo, Heidi afferma che il digiuno secco produce equilibrio, chiarezza mentale, maggiore lucidità emotiva e una coscienza che osserva la vita con slancio vitale, smantellando le resistenze interiori e restituendoci a un sé più autentico.

Nonostante molte persone resistano per timori ereditati, Heidi ci ricorda che si tratta di un’eredità ancestrale che oggi possiamo recuperare a beneficio della nostra salute e del nostro benessere.

liberazione delle corazze

Il digiuno secco non è però un processo privo di turbolenze: durante il digiuno secco possono infatti emergere emozioni intense, traumi, rabbia, ferite antiche, perché il corpo, in uno stato di vulnerabilità, porta in superficie ciò che è pronto per essere trasformato; trattenere significherebbe perpetuare il sintomo, mentre lasciarsi attraversare conduce alla guarigione profonda.

In un mondo sovrastimolato che ci spinge sempre verso l’esterno, Heidi vede un’urgenza: rallentare, tornare ai ritmi del corpo, ascoltare la natura, fermarsi, ritrovare spazio interno e presenza incarnata. Secondo lei, il cuore dell’essere è lì, dentro quel vuoto che abitiamo quando ci concediamo di non fare nulla.

Il digiuno secco, nelle sue parole, ha anche una dimensione spirituale: riporta al respiro, all’attimo presente, allo sguardo che accoglie senza giudizio, uno spogliarsi per tornare all’essenziale e incontrare la verità di sé e dell’altro, in una presenza incarnata che apre al mistero. La sua è una testimonianza di una pratica che fonde corpo, mente e spirito in un unico risveglio interiore.

Il documentario che Alessandro Amori sta realizzando è molto importante per sensibilizzare le persone sui benefici profondi del digiuno secco: è tempo di riappropriarci semplicemente di ciò che è già nostro.

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