La vicenda del NITAG, esplosa nell’estate scorsa, è un nuovo esempio del tabù che avvolge il tema vaccini in Italia. Ne ha parlato Andrea Zambrano, caporedattore de La Nuova Bussola Quotidiana, intervistato da Claudio Messora a “Mezzora con Messora” su Byoblu.
Il punto di partenza è stata la nomina della nuova commissione NITAG da parte del ministro della Salute Orazio Schillaci. Tra i venti membri figuravano il pediatra Eugenio Serravalle e il patologo Paolo Bellavite, noti per le loro posizioni critiche sulla campagna vaccinale. La reazione del “mainstream scientifico” è stata immediata: nomi come Burioni, Bassetti, Pregliasco hanno guidato una vera e propria offensiva mediatica. Risultato? Schillaci ha ceduto, azzerando l’intero comitato.
Zambrano evidenzia il paradosso: se la scienza fosse davvero confronto, perché eliminare chi solleva dubbi? La definizione di “no-vax”, usata come marchio diffamatorio, diventa strumento di delegittimazione. Non a caso, ricorda una sentenza del tribunale di Perugia che ha condannato una giornalista per aver usato impropriamente quell’etichetta. Serravalle e Bellavite, spiega, sono piuttosto “free-vax”: aperti a discutere, non oppositori ideologici.
Nitag: Schillaci e gli “stakeholder”
Un capitolo centrale dell’intervista è stato dedicato ai danneggiati da vaccino, un tema che Zambrano segue dal 2021. Migliaia di persone – “almeno 5-10mila” – hanno riportato conseguenze gravi. Il Comitato Ascoltami oggi raccoglie oltre 4.000 testimonianze. Molti pazienti sono stati trattati come casi psichiatrici, ignorati dalle istituzioni e abbandonati anche nelle cure. Costretti a vaccinarsi, oggi non ricevono né riconoscimenti né supporto.
Colpisce anche la scelta delle parole del ministro Schillaci, che ha giustificato l’azzeramento del NITAG parlando di “stakeholder”. Ma chi sono i veri portatori d’interesse? Zambrano è netto: le case farmaceutiche. Un linguaggio aziendale applicato alla salute pubblica svela l’idea di uno Stato gestito come una corporation.
Altro punto chiave è la volontà politica di far calare l’oblio. I danneggiati non vengono affrontati né riconosciuti. Anche episodi come la testimonianza di Naomi Wolf sui “Pfizer Papers” al Parlamento europeo passano sotto silenzio. “Oblio”, spiega Zambrano, è la strategia con cui il potere neutralizza ciò che non vuole affrontare.
Il ruolo dei veri poteri
Schillaci, conclude Zambrano, non risponde tanto al governo quanto ai poteri che fanno capo al Presidente Mattarella, il quale ha difeso pubblicamente la campagna vaccinale e condizionato i lavori della commissione Covid.
Il vero nodo, sottolinea Messora, è il rapporto tra scienza e democrazia: la scienza deve restare strumento al servizio dell’uomo, non dogma intoccabile che governa la politica.
La vicenda NITAG non è solo cronaca sanitaria: è il ritratto di un Paese che, invece di affrontare i propri errori, preferisce insabbiare e silenziare.

