La tendenza a leggere gli avvenimenti in modo dualistico, alimentata anche dall’uso emotivo dei social, rende il dibattito non solo improduttivo, ma addirittura controproducente.
Ogni volta assistiamo alla stessa contrapposizione, chi sta dalla parte dei rapinatori, chi del gioielliere, chi dalla parte dell’iracheno immobilizzato per strada, chi dell’italiano che lo ha fermato. Tutti si schierano, ma nessuno coglie l’occasione per analizzare il grande assente di queste vicende, lo Stato.
Uno Stato che non riesce a far rispettare le leggi e che finisce per lasciare il cittadino con la sensazione di essere l’unico responsabile della propria sicurezza e del proprio destino. E’ questo il vero problema e nessuno sembra volerlo vedere. Questa dovrebbe essere la vera denuncia e i social a questo dovrebbero servire, a richiamare lo stato alle proprie responsabilità , non a trasformare ogni fatto di cronaca nell’ennesima guerra tra tifoserie. Purtroppo, la logica dei Guelfi e dei Ghibellini, il tifo da Colosseo, finisce per coinvolgere tutti e vediamo starlette, influencer e perfino parte del cosiddetto dissenso finire per strumentalizzare questi episodi alla ricerca di una manciata di like, invece di contribuire a una riflessione seria sulle cause profonde di ciò che sta accadendo. Bell’esempio per i giovani italiani!

