Non è un’intervista qualunque. Per 90 minuti, Robert F. Kennedy Jr. ha avuto carta bianca con Tucker Carlson per raccontare ciò che da anni i media, le agenzie sanitarie e i giganti farmaceutici negano, censurano o minimizzano. E quello che emerge è un sistema sanitario costruito sull’inganno e sul profitto, in cui la salute pubblica sembra solo una maschera.
Kennedy ha denunciato un fatto gravissimo: il CDC avrebbe insabbiato uno studio del 1999 che collegava il vaccino contro l’epatite B a un aumento del rischio di autismo del 1135%. I dati non vennero smentiti, ma manipolati, eliminando i bambini più grandi – quelli in cui l’autismo era già diagnosticabile – per far sparire la correlazione. Il problema non erano i numeri, ma che i numeri erano “scomodi”.
Ha poi smascherato la logica commerciale dietro l’aggressività vaccinale: il 50% del reddito di molti pediatri deriva direttamente dai vaccini. Per questo, chi chiede di rallentare con le vaccinazioni viene allontanato. “È una questione di bonus”, ha detto Kennedy. La salute è secondaria, l’obiettivo è mantenere il flusso di denaro.
Ha raccontato anche dello studio commissionato dal CDC e poi cancellato nel 2010, perché rivelava che 1 vaccino su 37 causava danni. Il sistema che l’aveva scoperto era troppo preciso rispetto al VAERS, il sistema attuale, che non rileva il 99% dei danni da vaccino. Soluzione? Abolire il sistema efficiente, e tenersi quello cieco.
Kennedy racconta ciò che i media hanno censurato
Poi c’è Pfizer. Kennedy ha smontato l’efficacia sbandierata del vaccino COVID: per salvare una vita, servivano 22.000 vaccinazioni. E nei trial clinici, il tasso di mortalità complessivo era del 23% più alto tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati. Ma si parlava solo della riduzione “relativa” del rischio. Una manipolazione semantica, non scientifica.
Non manca la stoccata a Paul Offit, il portavoce dei vaccini: durante il suo incarico al CDC ha votato per l’inserimento del vaccino contro il rotavirus, mentre contemporaneamente sviluppava un vaccino concorrente, poi venduto per 186 milioni di dollari. Kennedy: “Ha letteralmente votato per arricchirsi”.
Infine, la bomba su Fauci e la “legatura senza soluzione di continuità”: una tecnica per camuffare virus creati in laboratorio, senza lasciare tracce genetiche. Un’arma perfetta per la guerra biologica, altro che sanità pubblica.
E su Trump, Kennedy sorprende: lo definisce empatico, informato, contrario alla guerra, sincero nella difesa degli “ultimi”. Lo chiama “vero populista”, e non lo dice per convenienza.
Questa intervista è un’esplosione. Non perché racconti cose nuove, ma perché finalmente le racconta a un pubblico di massa, con documenti, studi e cifre alla mano. Speriamo che sia l’inizio della fine per la narrazione tossica che ha criminalizzato chiunque osasse fare domande.
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