L’OMS pubblica il nuovo rapporto sulla malaria e, come da rituale, scopre che la situazione peggiora. Nel 2024 i casi sono saliti a 282 milioni e i morti a 610.000. Un’impennata prevedibilissima: nove milioni di contagi e 12.000 decessi in più rispetto al 2023. Undici Paesi africani reggono da soli due terzi dell’intero massacro, mentre gli obiettivi globali restano un miraggio da brochure.
Niente di nuovo sotto il sole tropicale: i Paesi ricchi hanno tagliato i fondi alla salute globale – Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia – e la malaria, incredibilmente, non è scomparsa. Ma l’OMS ci tiene a precisare che il peggio deve ancora arrivare, perché questi numeri non includono gli effetti dei tagli del 2025. Tradotto: preparatevi al prossimo giro di campane d’allarme.
La musica è sempre la stessa: nel 2024 i finanziamenti globali arrivano a 3,9 miliardi di dollari, meno dell’anno precedente e lontanissimi dai 9,3 miliardi ritenuti “indispensabili”. E naturalmente, chi lo dice? L’OMS, che da anni trasforma ogni crisi in un telethon permanente. Ogni volta l’equazione è identica: più catastrofe = più soldi. Una matematica impeccabile.
La malaria avanza, il parassita muta, l’Africa paga e l’OMS passa il cappello
Nel frattempo il parassita evolve, come se avesse letto il copione: resiste all’artemisinina, buca le zanzariere trattate, e manda in crisi quello che restava delle strategie anti-malaria degli ultimi decenni. Almeno otto Paesi africani segnalano resistenze farmaceutiche che ricordano l’epoca in cui la clorochina smise di funzionare. Ma anche qui la narrativa è pronta: servono nuovi farmaci, nuove zanzariere “di nuova generazione”, nuove campagne vaccinali. Indovina cosa serve per farle?
Esatto: soldi. Ancora soldi. Sempre soldi. E mentre i finanziatori occidentali chiudono il rubinetto, l’OMS continua a intonare il suo inno preferito: “Senza i nostri programmi moriranno milioni di persone”. Una tragedia reale, ma anche un refrain perfetto per tenere in piedi la macchina.
E così, tra una conferenza stampa apocalittica e un grafico in salita vertiginosa, si ripete il rituale: la malaria avanza, il parassita muta, l’Africa paga… e l’OMS passa il cappello.

