Si è svolto a Milano, l’11 settembre u.s., a Palazzo Pirelli – sede del Consiglio Regionale della Lombardia – il Convegno “IL CAMMINO NELLA LUCE“, dedicato ai danneggiati da tutti i vaccini, e alle persone scomparse nel periodo della pseudo-pandemia Covid.
Il Convegno, organizzato dalle Associazioni Persone in Cammino, Le Verità Nascoste e Sindacato d’Azione, ha avuto come protagonisti i danneggiati dal presunto vaccino anti-Covid, provenienti anche dall’estero; le Associazioni a loro rappresentanza e difesa; gli scienziati e i medici che hanno tenuto fede al Giuramento di Ippocrate, durante la pseudo-pandemia; gli avvocati e i giuristi che li supportano nel chiedere incessantemente verità e giustizia, cure e indennizzi per il danno subito; liberi pensatori, che studiano da anni l’evento che ci ha cambiato la vita, e che rappresenta uno spartiacque indelebile tra un (illusorio) mondo libero, e l’attuale, privo della possibilità di dissentire, confrontarsi, essere ascoltati e curati, laddove soprattutto vi sia la responsabilità e quindi la colpa da parte dello Stato.
Al microfono si susseguono le testimonianze drammatiche di chi ha dato fiducia a un Governo menzognero, e che oggi vive in sedia a rotelle, inascoltato, sbeffeggiato, non creduto. Indigente per le cure a proprio carico, senza lavoro, senza più la vita di prima.
In sala non tratteniamo le lacrime quando da remoto sentiamo la testimonianza sofferta di Maurizio Capone, e poi quella dei suoi genitori anziani, presenti al Convegno.
Raccontano di un figlio onesto, amato professore di liceo, con un dottorato e molte esperienze all’estero, cinque lingue straniere conosciute, e un’esistenza ricca, piena di interessi, che non c’è più.
Maurizio ha chiesto alla Svizzera di poter essere accompagnato a morire.
Elisabetta Stellabotte, Presidente dell’associazione L’Altra Verità, porta la storia atroce di suo padre Antonio, e di centinaia di altre vittime dei protocolli ospedalieri in epoca di emergenza Covid.
Piangiamo di nuovo, quando Elisabetta con mano tremante ci mostra le scarpe semplici, un po’ consumate, di un uomo perbene, che era entrato in ospedale per una leggera febbre, e ne è uscito in un sacco nero, dopo che gli era stato impedito di parlare con i famigliari, tramite sedazione con morfina e quant’altro, dopo che gli avevano legato mani e piedi, dopo che gli avevano forzatamente messo in testa un casco per respirare, senza che ne avesse bisogno. Uno scempio inumano e indegno.
La Legge 210/1992 dice chiaramente che dev’esserci l’indennizzo per i danneggiati da vaccino: perché non viene rispettata e applicata? Perché non ci sono i soldi (o meglio: i soldi sono impiegati per dare supporto a guerre create ad hoc per motivi economici).
Mentre ascoltiamo i protagonisti di questo Convegno che suscita commozione e rabbia infinite, accade l’impensabile:
Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale del PD, esce con un post vergognoso, che accusa gli antagonisti politici di aver dato spazio nel Palazzo della Regione, a una comitiva di no-vax, negazionisti della scienza, e pericolosi aggressori.
Majorino, alla Festa dell’Unità poche ore prima, col sodale Roberto Speranza, strumentalizza persino la morte per difterite (non diagnosticata e curata correttamente dai medici?) della piccola bimba di Palermo.
Insomma, cosa non si fa per stare attaccati a una poltrona, invece di alzarsi e andare ad un confronto. D’altronde, chi tra gli artefici e i protagonisti della più immane menzogna e del più bieco crimine di questo secolo ha mai accettato un incontro costruttivo? Chi ha ascoltato le voci dei danneggiati, e quelle di medici e scienziati onesti?
Come non bastasse, la figura retorica dell’ossimoro è del tutto sconosciuta al consigliere Majorino: NO-VAX DANNEGGIATI DA VACCINO.
E lo diciamo forte una volta per tutte: essere NO-VAX è una scelta legittima, sebbene il termine sia stato coniato e attribuito con spregio a chi ha scelto – pagandone un prezzo alto se non altissimo – di non inocularsi il siero sperimentale anti-Covid, che non proteggeva nessuno, e che anzi ha ammalato, reso invalide e ucciso migliaia di persone.
Dopo che la platea si solleva per il post di Majorino, proseguono i lavori.
Uno dei relatori, un medico promotore del rispetto della Carta di Siena, ovvero del Patto tra medici e cittadini, insinua il dubbio che il Covid sia scoppiato proprio in Lombardia, dove c’era stata la più consistente vaccinazione di massa contro il morbillo ed altre malattie: l’equazione più vaccinati/più malati può avere un fondamento?
I medici raccontano anche dell’aumento esponenziale di patologie, come il cancro alla mammella, in donne sempre più giovani, dopo il vaccino. Ma anche di melanomi; leucemie; neuroinfiammazioni; pericarditi; miocarditi, nei giovani.
Il dott. Silvano Umberto Tramonte ha fatto di tutto per salvare i suoi pazienti, ma molti li ha persi, molti si sono vaccinati. É disperato, non si dà pace, gli si legge in volto il senso di colpa. Proviamo a consolarlo, io stessa mi permetto di dirgli ad alta voce che se altri medici avessero agito come lui, saremmo stati salvi.
Interviene l’avvocato Valeria Panetta, di Arbitrium PSG (Pronto Soccorso Giuridico):
è dimostrato – afferma – che l’immunità di gregge non si forma neppure con il 100% dei vaccinati.
Rosi Lo Greco, di Sana e Robusta Costituzione, suggerisce che si dovrebbe creare un MUSEO per questo nuovo Olocausto.
La dott.ssa Paola Fara, del Comitato Ascoltami, ha raccolto le voci delle persone danneggiate, nel libro GOCCE DELLO STESSO MARE, perché siamo tutti parte di un’unica umanità.
Abbraccio l’eroe popolare della moderna Resistenza all’abuso e alla violenza che abbiamo subito, Stefano Puzzer.
Il Professore-Studente Davide Tutino, come ama definirsi, pone una domanda ontologica fondamentale: “Chi siamo dopo tutto quello che è accaduto?”.
Gaetano Rotondo, del Comitato Liberi Pensatori, con spirito di verità e libertà disvela la frase coperta ipocritamente sul manifesto del Convegno: “Con i famigliari delle vittime dei protocolli ospedalieri“.
Tutti (danneggiati, medici, scienziati, giuristi, pensatori indipendenti) chiedono alle Istituzioni con fermezza e dignità, la verifica e il riconoscimento del danno vaccinale e i conseguenti indennizzi, e la presa in carico dei malati.
Senza verità su quanto accaduto, non potrà esserci giustizia, né per i vivi né per i morti. E un Paese civile non può permetterlo.
Rebecca Raineri









