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Obbligo vaccinale

Obbligo vaccinale agli studenti, l’Università fa marcia indietro dopo la diffida del Comitato Fortitudo

di Redazione Playmastermovie

Attraverso il suo canale Telegram e diversi video di denuncia, Maria Grazia Piccinelli, presidente del Comitato Fortitudo, ha portato alla luce un atto di abuso verificatosi presso l’Università di Catania. L’abbiamo contattata per approfondire la vicenda e comprendere i dettagli della sua segnalazione.

La Piccinelli è stata contattata da alcune famiglie e da studenti del corso di Odontoiatria dell’Università di Catania. I ragazzi avevano ricevuto una comunicazione proveniente dalla medicina competente dell’Ateneo, firmata in collaborazione con l’ufficio del Rettore, nella quale si faceva riferimento ad un obbligo vaccinale per poter partecipare ai tirocini.

La nota specificava che gli studenti avrebbero dovuto sottoporsi alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 e a quella antinfluenzale, e che era prevista una giornata dedicata alle vaccinazioni per il 10 novembre 2025. Inoltre, il 3 novembre, durante una visita medica organizzata dall’Ateneo, agli studenti sarebbero stati richiesti prelievi di sangue e la presentazione del libretto vaccinale.

Obbligo vaccinale per gli studenti dell’Università di Catania

Ritenendo la comunicazione lesiva dei diritti degli studenti, la presidente Piccinelli ha avviato una serie di verifiche. Dopo un primo contatto con la segreteria del medico competente, avvenuto il 3 novembre, le è stato confermato inizialmente che l’obbligo vaccinale fosse effettivo; successivamente, nel corso della conversazione, l’operatrice avrebbe modificato la versione dei fatti, fornendole poi il recapito diretto della dottoressa responsabile del settore.

Durante la telefonata con quest’ultima, Piccinelli ha ricevuto dapprima conferma della presunta obbligatorietà della vaccinazione “secondo le direttive ministeriali”, ma in un secondo momento la stessa interlocutrice avrebbe chiarito che si trattava, in realtà, di una raccomandazione. A questo punto la Piccinelli ha espresso forti perplessità riguardo alla gestione della comunicazione e alle possibili conseguenze sanitarie di una pressione vaccinale ingiustificata, ricordando gli effetti avversi riscontrati in passato in giovani adulti.

Successivamente, Piccinelli ha incaricato uno dei legali di riferimento del comitato, l’avvocato Francesco Cinquemani, di redigere una diffida formale a nome del Comitato Fortitudo, contestando la legittimità dell’obbligo e sottolineando che le normative richiamate erano decadute al termine dello stato di emergenza pandemico.

Poco dopo la notifica della diffida, uno degli studenti ha trasmesso una nuova comunicazione proveniente dall’ufficio del Rettore, nella quale non veniva più menzionato alcun obbligo vaccinale. Il documento invitava semplicemente gli studenti a presentare il libretto vaccinale, se in possesso, per attestare eventuali vaccinazioni o pregresse infezioni da Covid-19.

Maria Grazia Piccinelli ha definito l’esito una “grande vittoria” per la tutela dei diritti degli studenti, sottolineando che episodi simili si erano già verificati anche presso un’altra università italiana, dove l’obbligo vaccinale era stato successivamente ritirato dopo la contestazione formale.

Non è più accettabile tollerare simili abusi

L’accaduto rappresenta un fatto grave, che mette in luce la scorrettezza e la strumentalizzazione di norme e procedure ormai superate. Tali comportamenti hanno generato una situazione pericolosa, destinata a ricadere ancora una volta sulle persone e, in questo caso, sulla salute degli studenti.

Episodi analoghi si erano già verificati in un’altra università italiana, dove, a seguito di una contestazione formale, anche lì l’obbligo vaccinale era stato successivamente ritirato.

Si esprime apprezzamento per l’impegno del Comitato Fortitudo e della sua presidente Maria Grazia Piccinelli, il cui intervento ha portato a una grande vittoria in difesa dei diritti degli studenti e della libertà di scelta.