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Danni da vaccino Covid, Latina apre un precedente: indennizzi e risarcimenti

Danni da vaccino Covid, Latina apre un precedente: indennizzi e risarcimenti

di Redazione Playmastermovie

Per la prima volta nel territorio pontino, due donne residenti in provincia di Latina hanno ottenuto il riconoscimento formale del nesso di causalità tra la somministrazione dei vaccini anti Covid e l’insorgenza di gravi patologie.

Un passaggio fondamentale che segna non solo una svolta sul piano medico-legale, ma anche un precedente importante per tutti coloro che da anni chiedono verità, giustizia e tutela rispetto ai cosiddetti danni da vaccino Covid.

Le due donne avevano ricevuto rispettivamente il vaccino Pfizer e AstraZeneca. I pareri medico-legali notificati nelle ultime settimane hanno accertato che le patologie sviluppate – una di natura cardiaca e l’altra neurologica – sono direttamente collegate alla vaccinazione.

Non si tratta dunque di semplici aggravamenti clinici o di coincidenze temporali, ma di un riconoscimento preciso del rapporto causa-effetto tra inoculazione e danno subito.

Danni da vaccino Covid: già disposto un indennizzo vitalizio

Nel caso della donna vaccinata con AstraZeneca, il riconoscimento ha già prodotto un primo effetto concreto: è stato disposto un indennizzo vitalizio di circa 850 euro al mese, oltre al pagamento degli arretrati maturati.

Per la seconda paziente, che aveva ricevuto Pfizer, sarà invece necessario un ulteriore accertamento tecnico per stabilire l’entità esatta del danno e quantificare il risarcimento spettante. Il procedimento è stato avviato attraverso un ricorso presentato dal legale delle due donne, l’avvocato Renato Mattarelli.

Secondo il professionista, questi primi risultati rappresentano un passaggio decisivo che apre la strada a ulteriori azioni risarcitorie nei confronti del Ministero della Salute, dell’AIFA e delle stesse aziende farmaceutiche coinvolte nella produzione dei vaccini. Il riconoscimento economico, per quanto importante, non basta a restituire serenità a chi ha subito conseguenze permanenti sulla propria salute.

Ed è proprio su questo aspetto che si concentra una delle riflessioni più profonde emerse dalla vicenda. I danni fisici si accompagnano spesso a una sofferenza psicologica enorme, fatta di rabbia, senso di abbandono e perdita di fiducia verso le istituzioni.

Molte persone si sono sottoposte alla vaccinazione non per scelta libera e consapevole, ma sotto la pressione di obblighi, restrizioni e continue rassicurazioni sulla presunta “assoluta sicurezza” del vaccino. Quando poi arriva un verbale ufficiale che certifica il contrario, il trauma si amplifica.

Secondo il legale, proprio questa consapevolezza può generare disturbi post-traumatici da stress o difficoltà di adattamento alla nuova condizione di vita, soprattutto quando la patologia limita autonomia, lavoro e quotidianità.

Una lunga lista di precedenti in tutta Italia

Il caso di Latina non è isolato. Negli ultimi anni si sono moltiplicati in tutta Italia i riconoscimenti amministrativi e giudiziari relativi ai danni da vaccino Covid. Dal Tribunale di Asti, che ha riconosciuto il nesso causale tra Pfizer e una grave mielite invalidante, fino ai casi di Terni,

La Spezia, Pescara, Messina, Molise e Agrigento, emerge un quadro che non può più essere liquidato come marginale o irrilevante. Ci sono persone che hanno perso salute, lavoro, serenità e in alcuni casi persino la vita. Continuare a ignorare tutto questo significherebbe negare la realtà.

Il tema non riguarda più soltanto la sicurezza vaccinale, ma il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato. E quando è proprio lo Stato ad aver garantito sicurezza assoluta, il dovere della verità diventa ancora più urgente.

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