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Morti improvvise: il commento di Cosentino smonta le certezze mediatiche

Morti improvvise: il commento di Cosentino smonta le certezze mediatiche

di Redazione Playmastermovie

Le Morti improvvise tornano al centro del dibattito pubblico dopo la pubblicazione di un nuovo studio rilanciato da alcuni media, che escluderebbe correlazioni tra vaccini Covid e decessi inattesi. Una conclusione accolta da molti come definitiva, ma che in realtà – come sottolineato dal farmacologo Marco Cosentino – merita molta più cautela di quanto venga raccontato.

Il problema non è tanto lo studio in sé, quanto il modo in cui viene comunicato: come se fosse una verità conclusiva, quando la scienza, per sua natura, non funziona così.

Lo studio in questione analizza milioni di persone, restringendo però il campione iniziale da circa 15 milioni a poco più di 6, escludendo numerose categorie considerate “a rischio”. Una selezione che, pur legittima dal punto di vista metodologico, può incidere profondamente sui risultati finali.

Secondo Cosentino, siamo di fronte all’ennesimo studio osservazionale basato su dati amministrativi. Questo tipo di ricerca è utile per individuare tendenze generali, ma ha limiti evidenti quando si tratta di stabilire relazioni causali precise.

Ed è qui che nasce il cortocircuito: trasformare risultati statistici complessi in slogan semplici e rassicuranti rischia di diventare più comunicazione che scienza.

Morti improvvise: numeri che non raccontano tutto

All’interno dello studio vengono registrate quasi 5.000 morti improvvise. Un dato che, già di per sé, dovrebbe imporre prudenza e approfondimento. Perché ogni numero rappresenta una persona, una storia, una causa che merita di essere compresa.

Lo stesso Cosentino richiama altri studi epidemiologici che ammettono anche la possibilità di effetti avversi gravi, inclusi decessi. Alcune stime parlano di decine di migliaia di casi a livello globale.

Se queste cifre fossero anche solo parzialmente corrette, è plausibile che una quota di questi eventi possa rientrare anche nei grandi studi osservazionali. Il punto è che, proprio per la loro natura statistica, questi strumenti spesso non riescono a intercettare eventi rari ma significativi.

Al di là delle contrapposizioni ideologiche, emerge una questione centrale: è legittimo imporre un trattamento sanitario quando esiste, anche solo potenzialmente, un rischio?

Secondo Cosentino, la risposta non può che partire da un principio: la libertà di scelta. Perché anche un rischio minimo cambia completamente il quadro quando si passa dalla raccomandazione all’obbligo.

Questo significa riconoscere che il bilanciamento tra benefici e rischi non può essere deciso in modo uniforme e imposto indistintamente a tutti.

Oltre gli estremismi: serve equilibrio

Un altro punto importante riguarda il clima del dibattito. Da una parte chi difende a ogni costo la narrativa ufficiale, dall’altra chi attribuisce ogni evento avverso ai vaccini.

Due posizioni speculari che finiscono per alimentarsi a vicenda.

La realtà, come spesso accade, è più complessa. Le Morti improvvise non possono essere ridotte a una spiegazione unica, né liquidate con superficialità. Servono analisi serie, trasparenti e soprattutto libere da pregiudizi.

Perché il vero obiettivo non dovrebbe essere “avere ragione”, ma comprendere cosa è accaduto davvero e tutelare le persone, una per una.

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