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Mario Draghi

Mario Draghi e l’attacco alla libertà di scelta

di Redazione Playmastermovie

21 Luglio 2021: Il giorno in cui Mario Draghi divise l’Italia. Ci sono date che segnano una nazione, non solo per i fatti che vi accadono, ma per le ferite che lasciano nelle coscienze. Il 21 luglio 2021 è una di queste.

In diretta nazionale, durante una conferenza stampa istituzionale, l’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi pronunciò parole che avrebbero cambiato radicalmente il clima sociale e umano del nostro Paese.

“Non ti vaccini, ti ammali, muori. Oppure fai morire. Non ti vaccini, ti ammali, contagi, lui o lei muore.” Parole pesanti, cariche di un’accusa morale senza precedenti.

Non erano semplicemente un’esortazione sanitaria, ma un marchio, un giudizio etico, un’accusa potenzialmente di omicidio. Pronunciate con la freddezza di chi occupa il più alto scranno del governo, risuonarono come una condanna pubblica contro chi, per scelta o necessità, non poteva o non voleva sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid.

Una società divisa, famiglie spezzate

Quelle parole, così dure e sproporzionate, furono il detonatore di una frattura sociale già in atto. Famiglie si lacerarono, amicizie di una vita si interruppero, colleghi di lavoro divennero nemici. Il cittadino non vaccinato fu progressivamente descritto come un pericolo pubblico, un “untore”, un colpevole senza appello.

Non solo: quelle frasi giustificarono e anticiparono una serie di misure discriminatorie senza precedenti in epoca democratica, culminate nell’introduzione del Green Pass rafforzato, che negava l’accesso al lavoro, ai trasporti, all’università, persino alle cure mediche a chi non era vaccinato.

Tutto questo, oggi, appare ancora più grave alla luce del fatto che le stesse autorità sanitarie hanno successivamente ammesso che i vaccini non impedivano la trasmissione del virus. La narrativa dell’“immunità di gregge vaccinale” si è rivelata falsa. Ma nel luglio del 2021, chi metteva in dubbio anche solo un dettaglio di quella narrazione, veniva pubblicamente sbeffeggiato, emarginato, censurato.

Mario Draghi e la bugia che ha ferito la democrazia

Quel 21 luglio non è stato solo il giorno di un discorso infelice. È stato il giorno in cui lo Stato ha scelto di puntare il dito contro una parte dei suoi cittadini, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B. Ha criminalizzato la libertà di scelta, oscurato la medicina del consenso informato, ridotto il dibattito scientifico a un’unica voce autorizzata.

Oggi, nel 2025, il tempo ha mostrato che molti di quei dubbi erano legittimi. Che molte delle promesse sulla “fine della pandemia” grazie ai vaccini erano infondate. Ma nessuna scusa è mai arrivata. Nessuna parola di rammarico. Nessun atto di responsabilità.

Ricordare il 21 luglio 2021 è doveroso. Non per alimentare rancore, ma per evitare che possa accadere ancora. Perché la democrazia non è mai scontata, e la libertà – anche quella di curarsi secondo coscienza – deve essere difesa ogni giorno.

Quel giorno non deve essere dimenticato. Deve diventare un monito.

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