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Insieme riscriviamo la storia!

Von der Leyen

Von der Leyen resta, l’Italia si piega: l’ennesima farsa di Bruxelles

di Redazione Playmastermovie

Che Ursula Von der Leyen sarebbe sopravvissuta alla mozione di sfiducia non era una sorpresa per nessuno. Ma questo non rende meno vergognoso lo spettacolo andato in scena a Strasburgo. Il Parlamento europeo, ancora una volta, si è mostrato per quello che è: una macchina perfetta per conservare lo status quo, dove ogni voce di dissenso viene soffocata in nome dell’unità di facciata.

La mozione di sfiducia nasceva da accuse precise e gravissime: Von der Leyen è accusata di aver abusato del suo potere di presidente della Commissione, di aver gestito in modo opaco e poco trasparente contratti miliardari – come quelli per l’acquisto di vaccini durante la pandemia – e di non aver mai risposto a richieste di chiarimenti avanzate da diversi gruppi parlamentari.

A questo si aggiunge la sua politica estera sempre più aggressiva, le ingerenze sul conflitto in Ucraina, la gestione fallimentare del Green Deal che rischia di mettere in ginocchio interi settori produttivi europei, dall’agricoltura all’industria. In sostanza, la sfiducia era un atto dovuto verso chi rappresenta un modello di Unione Europea lontana dai cittadini, ostaggio di lobby e grandi multinazionali.

Ursula Von der Leyen andava mandata a casa

Eppure, proprio quando si poteva mandare un segnale forte, i nostri rappresentanti hanno preferito voltarsi dall’altra parte. L’uscita dall’aula degli eurodeputati di Fratelli d’Italia è la fotografia di una politica che si piega, che si giustifica con calcoli tattici, ma dimentica chi l’ha eletta.

Un voto contrario avrebbe almeno mostrato coerenza verso milioni di italiani stanchi di subire decisioni prese da un’élite tecnocratica scollegata dalla realtà. Così, invece, Von der Leyen rimane salda al comando, pronta a riproporre la sua ricetta fatta di diktat e austerità, di vincoli insostenibili per famiglie, imprese e lavoratori.

Non basta riempirsi la bocca di slogan sovranisti per cambiare le cose. Servono atti concreti, coraggio politico, volontà di rompere davvero con le logiche di un’Unione che parla di diritti mentre li calpesta, che predica pace mentre alimenta conflitti. Chi non ha il coraggio di sfiduciare chi incarna questo sistema si assume la responsabilità di esserne complice.

Il voto su Von der Leyen è stato l’ennesima occasione persa per rimettere in discussione un potere che da troppo tempo non risponde più ai cittadini. E finché chi dovrebbe rappresentarci continuerà a scappare al momento del voto, questa Europa non cambierà mai.