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Vaccino Covid e danno cardiaco permanente: arriva il risarcimento disposto dal Tribunale

di Redazione Playmastermovie

Il Tribunale del Lavoro di Rimini ha riconosciuto il nesso causale tra la somministrazione della terza dose di un vaccino a mRNA e il grave evento cardiaco che ha colpito un uomo di 51 anni, disponendo un indennizzo economico e il rimborso delle spese legali a carico del Ministero della Salute e dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

Secondo quanto ricostruito nel procedimento, il 51enne aveva ricevuto la terza dose del vaccino anti-Covid il 20 gennaio 2022. Nei giorni successivi aveva accusato parestesie agli arti inferiori, sintomi che si erano risolti spontaneamente e che inizialmente non avevano fatto presagire conseguenze più gravi.

La situazione è cambiata radicalmente il 20 giugno dello stesso anno, quando l’uomo è stato colpito da un improvviso arresto cardiaco causato da una fibrillazione ventricolare. Rianimato sul posto dai soccorritori, è stato trasferito d’urgenza in ospedale, dove gli è stata diagnosticata una cardiomiopatia dilatativa.

Per salvaguardare la sua vita si è reso necessario l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo, dispositivo che dovrà accompagnarlo permanentemente. Da quel momento la sua quotidianità è stata profondamente modificata, tra controlli specialistici, limitazioni nelle attività e un quadro clinico destinato a richiedere monitoraggio costante.

Nel corso del giudizio il Tribunale ha preso in esame la documentazione clinica e gli approfondimenti medico-legali, rilevando come il paziente non presentasse precedenti patologie cardiache significative prima della vaccinazione.

Nelle motivazioni della sentenza il giudice ha evidenziato l’esistenza di una “correlazione patogenetica” tra il danno miocardico attribuito all’attività del vaccino a mRNA e la successiva evoluzione verso la cardiomiopatia che si è manifestata con l’episodio aritmico.

Il provvedimento precisa inoltre che tale collegamento rappresenta un nesso causale caratterizzato da una probabilità qualificata e non da una semplice successione temporale degli eventi.

Il giudice richiama anche la letteratura scientifica disponibile, osservando come le miocarditi figurino tra le reazioni avverse rare già descritte in relazione ai vaccini a mRNA e riportate anche nella documentazione di farmacovigilanza pubblicata dall’AIFA.

Alla luce delle conclusioni raggiunte, il Tribunale ha disposto il riconoscimento di un vitalizio pari a circa 12.000 euro annui, una somma una tantum di 20.000 euro e il rimborso delle spese legali sostenute dal ricorrente.

Già nel 2023 l’INPS aveva riconosciuto al 51enne un grado di invalidità conseguente all’evento cardiaco. Fonte: RiminiToday

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