Playmastermovie offre i suoi contenuti come beni della collettività, gratuitamente.
Per mantenere un’informazione indipendente, sostienici con una donazione.
Insieme riscriviamo la storia!

Playmastermovie fornisce contenuti gratuiti come beni della collettività. Sostienici con una donazione per un’informazione indipendente.
Un indizio non fa prova tre indizi fanno una prova

Un indizio non fa prova, ma tre indizi fanno una prova.

di Alessandro Amori

Le vicende della famiglia Trivallion, etichettata come “la famiglia del bosco”, sono diventate da subito un caso mediatico, e già questo potrebbe essere considerato un primo indizio, visto che abbiamo capito bene in questi anni come non tutti i temi abbiano avuto il beneficio di un dibattito pubblico. Ma lasciamo da parte questo “piccolo dettaglio” e concentriamoci su quelli che potrebbero essere indizi più chiari.

A Roma, in queste ore, è stato organizzato un flash mob dalla senatrice Pellegrini di Fratelli d’Italia. Se una certa questione emerge nel dibattito pubblico, siamo portati a pensare che cresca anche la possibilità di un confronto serio. Associazioni, gruppi e cittadini del dissenso che partecipano a queste iniziative lo avranno fatto anche con intenti sinceri, ma trattare temi così sensibili assorbiti in dinamiche politiche così ampie è controproducente, soprattutto se questa iniziativa viene organizzata in poche ore a seguito della presa di posizione di Giorgia Meloni riguardo la vicenda della famiglia del bosco, dapprima in un post su Facebook e poi ospite alla trasmissione Fuori dal coro. Il fatto che in entrambi i casi la Meloni si indigna senza prospettare un’azione concreta me lo fa apparire chiaramente come il primo indizio.

Ma tranquilli, ad agire ci pensa lui, Matteo Salvini. Anche lui ci ha abituato alle sue indignazioni macchiettistiche e, in un video pubblicato su Facebook, ci svela il suo piano: andare alla casa famiglia di Vasto con tanto di avvocati. Obiettivo? Riportare i bambini a casa!!!

Ma attenzione, fin qui questo secondo indizio non sembrerebbe confermato se non fosse che ne abbiamo un terzo: il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Sebbene gli affidi non siano direttamente collegati alla riforma, nella percezione pubblica possono facilmente essere messi nello stesso calderone della giustizia e della magistratura, diventando simboli politici.

Quindi, se tre indizi fanno la prova, saranno loro a darcela se a questo punto libereranno i bambini come promesso da “medioman” prima del 22 marzo, giorno delle votazioni del referendum. In quel caso avremo la prova non solo della premeditazione, ma anche del fatto che questa politica, abile a fare strategie, lo fa sulla pelle delle famiglie e, soprattutto, dei bambini.

E dopo? Quando i tre bambini Trivallion verranno liberati, cosa ne sarà dei 30 mila casi di adolescenti sottratti dal perverso sistema degli affidi? Tutto verrà messo a tacere come accadde a Bibbiano? Nell’attesa di una futura altra strumentalizzazione?

Alle associazioni, gruppi e cittadini del dissenso che oggi hanno partecipato al flash mob, e che lo hanno fatto con intenti sinceri e trasparenti mirando a tutelare minori e famiglie, dico che trattare temi così sensibili assorbiti in dinamiche politiche più ampie vanifica il lavoro fatto dal basso. Lo abbiamo visto in questi anni. E il lavoro dal basso è ciò che ha caratterizzato il nostro impegno e dovrebbe averci insegnato che, per difendere l’autonomia di queste battaglie, è necessario restare vigili, informati, critici e soprattutto indipendenti.

Io lo sto facendo dal 6 dicembre, dalla prima manifestazione a Roma sul tema degli affidi, con il preciso intento di passare dal “bosco” al “sottobosco”, ovvero portare all’attenzione pubblica, le migliaia di storie strazianti che devono arrivare alla coscienza delle persone. E se la politica non li aiuta, sosteniamoli noi, dal basso, con pochi mezzi ma efficaci. Io proseguo nel mio impegno per realizzare “Sottratti” chi lo desidera può sostenere il progetto qui

    Questo spazio vive grazie al contributo della comunità.
    Supportaci con una donazione.

    Leggi anche ...