Vannacci scopre di essere sempre stato contro l’obbligo vaccinale. Peccato che esista internet.
C’è una vecchia regola della politica italiana: quando cambia il vento, cambiano anche le convinzioni. E quando le convinzioni cambiano troppo in fretta, si spera sempre che nessuno si ricordi di ciò che si è detto il giorno prima.
Il problema è che oggi esiste internet. E internet ha una memoria migliore di quella dei politici. A ricordarlo, questa volta, è Massimo Mazzucco, che in un suo VIDEO ha messo in fila le dichiarazioni del generale Roberto Vannacci sull’obbligo vaccinale, mostrando una contraddizione piuttosto evidente tra quello che il generale dice oggi e quello che aveva sostenuto in passato.
Vannacci, fresco fondatore del movimento Futuro Nazionale e sempre più impegnato nella costruzione del proprio consenso politico, ha infatti dichiarato in una recente intervista televisiva di essere stato “sempre” contrario all’obbligo vaccinale e di aver mantenuto una posizione critica durante tutta la stagione delle restrizioni Covid.
Una dichiarazione netta. Troppo netta.
Quando l’obbligo andava bene
Perché, come mostra Mazzucco nel suo video, basta riascoltare le parole pronunciate da Vannacci negli anni scorsi per scoprire una realtà ben diversa.
In più occasioni, infatti, il generale ha spiegato che alcuni vaccini possono essere resi obbligatori quando servono a proteggere la collettività. Non solo. Ha anche sostenuto che la distinzione tra vaccini obbligatori e facoltativi debba essere stabilita dalla scienza.
Tradotto: l’obbligo vaccinale può esistere, a patto che vi siano sufficienti evidenze scientifiche a sostenerlo. Una posizione molto diversa dal dire di essere sempre stati contrari all’obbligo vaccinale.
Anche parlando specificamente dei vaccini Covid, Vannacci non contestava il principio dell’obbligo in sé. Contestava il fatto che, a suo giudizio, non fosse stato dimostrato scientificamente il beneficio collettivo della vaccinazione. Ancora una volta, il punto non era l’obbligo in quanto tale, ma le condizioni necessarie per giustificarlo.
E allora la domanda diventa inevitabile: perché oggi raccontare una storia diversa? Forse perché una parte dell’elettorato che Vannacci cerca di conquistare guarda con forte ostilità tutto ciò che ricorda la stagione dell’obbligo vaccinale. Forse perché certe posizioni oggi portano più consenso di altre.
Qualunque sia la risposta, resta un fatto semplice: si può cambiare idea. Succede a tutti. Quello che è più difficile è convincere gli altri di aver sempre pensato una cosa quando esistono video, interviste e registrazioni che raccontano il contrario. E infatti, puntualmente, internet è tornato a presentare il conto.

