Playmastermovie offre i suoi contenuti come beni della collettività, gratuitamente.
Per mantenere un’informazione indipendente, sostienici con una donazione.
Insieme riscriviamo la storia!

Playmastermovie fornisce contenuti gratuiti come beni della collettività. Sostienici con una donazione per un’informazione indipendente.
Presidio e flash mob davanti al Tribunale dei Minori dell’Aquila: “La famiglia vittima dell’ideologia di Stato”

Presidio e flash mob davanti al Tribunale dei Minori dell’Aquila: “La famiglia vittima dell’ideologia di Stato”

di Redazione Playmastermovie

Davanti al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, sabato 23 maggio, non si è svolto soltanto un presidio. Quella dell’Aquila è diventata una vera e propria accusa pubblica contro il sistema dei tribunali minorili italiani, accusati di agire con logiche ideologiche, opacità e disprezzo verso le famiglie.

Il presidio, promosso dal Camper a tutela della famiglia Del Bosco, ha riunito attivisti, avvocati e cittadini in una manifestazione durante la quale sono stati denunciati allontanamenti forzati, relazioni psicologiche “ideologiche”, controlli ministeriali osteggiati e una magistratura sempre più distante dai cittadini.

E proprio quei cancelli chiusi sono diventati il simbolo dell’intera giornata.

I cancelli chiusi del tribunale

Come riportano Deborah Petrucci e l’Avvocato Raffaele Pellegrino, il tribunale avrebbe chiuso gli accessi esterni proprio mentre i manifestanti stavano arrivando per il presidio.

“C’era un signore che doveva depositare dei documenti e diceva che il sabato il cancello è sempre aperto. Anche noi volevamo consegnare una lettera e non ci hanno risposto.”

Prima sarebbe stato chiuso l’ingresso inferiore, quello principale del tribunale. Poi anche quello superiore. Persino una persona che doveva consegnare documenti sarebbe rimasta bloccata all’esterno.

Pellegrino ha spiegato che il sabato, per i tribunali, è un giorno lavorativo a tutti gli effetti e che gli uffici giudiziari devono garantire diverse ore di attività.

“Alle 11 non potevano chiudere nessun cancello. Hanno commesso un illecito.”

Secondo il legale, quella scelta non sarebbe stata casuale:

“Sapendo che c’era il presidio, hanno fatto chiudere i cancelli per evitare qualsiasi presenza nel cortile.”

Nessuno dei partecipanti aveva intenzione di entrare negli uffici. La manifestazione, spiegano gli organizzatori, era totalmente pacifica. Una chiusura che è simbolo di una magistratura barricata dietro sé stessa.

“Una magistratura che non vuole essere controllata”

Il tema del controllo pubblico è stato uno dei più forti dell’intera giornata.

L’Avvocato Pellegrino ha ricordato che il Ministero della Giustizia ha inviato per due volte ispettori ministeriali presso il Tribunale minorile dell’Aquila.

“La prima voce del tribunale è stata: ‘Ma che ci state controllando?’”

Una frase che, secondo il legale, rivela un problema profondo:

“Non sono abituati a essere controllati.”

Pellegrino ha attaccato frontalmente parte della magistratura minorile, accusandola di operare in una dimensione opaca e impermeabile alla trasparenza:

“Vivono nel sottobosco, nell’ombra, dove fanno i fatti loro alla grande e con la scusa di essere un potere indipendente, vogliono essere sciolti da tutto e da tutti.”

Altrettanto duro l’intervento dell’Avvocato Edoardo Polacco, che ha accusato apertamente il sistema di non agire più per il bene dei bambini, ma secondo logiche economiche e ideologiche.

“Non è una questione di giustizia. È una questione ideologica ed economica. Oggi un bambino costa 300 euro al giorno. Moltiplicate per 35.000 bambini. È un business colossale.”

Secondo l’avvocato, i tribunali minorili starebbero progressivamente sostituendo il ruolo naturale dei genitori con un modello imposto dall’alto.

“Prima di essere sottratta si era legata sotto al tavolo”

Deborah Petrucci, attivista del presidio del Camper, racconta di una bambina che avrebbe tentato disperatamente di opporsi all’allontanamento.

“Prima di essere sottratta si era legata sotto al tavolo con lo scotch.”

Un’immagine che dimostra come i bambini siano le vere vittime di questo sistema.

“C’è un solo ordine al quale tutti dobbiamo obbedire: quello del bene.” Conclude Deborah.

Maria Pica: “Se emergerà un eccesso di potere, chiederemo conto”

Anche Maria Pica, presidente dell’associazione Aletheia, ha annunciato iniziative concrete contro il tribunale dell’Aquila. L’attivista ha comunicato la presentazione di una richiesta formale di accesso agli atti al Ministero della Giustizia per ottenere tutta la documentazione relativa alle ispezioni svolte presso il tribunale.

“Come cittadini abbiamo diritto di vedere che cosa è stato concluso.”

Pica ha spiegato che il materiale verrà analizzato insieme a un team di legali esperti anche di diritto internazionale. E ha lanciato un avvertimento molto chiaro:

“Se emergerà un eccesso di potere, sarà mia intenzione presentare una segnalazione al Consiglio Superiore della Magistratura.”

“Somiglia più a un carcere che a un tribunale”

“Guardate la struttura: somiglia più a un carcere che a un tribunale.” Fa notare l’avvocato Polacco.

Un’immagine che descrive perfettamente il rapporto ormai spezzato tra cittadini e magistratura minorile: cancelli chiusi, silenzio, assenza di dialogo.

Persino quando, a fine manifestazione, un dipendente del tribunale esce dalla struttura, raccontano i presenti, avrebbe evitato ogni confronto.

“Gli hanno chiesto perché avessero chiuso i cancelli. Non ha risposto, a testa bassa, ed è andato via.”

Aiutaci a realizzare “SOTTRATTI”. Anche una piccola donazione può fare la differenza. Sostienici QUI

    Questo spazio vive grazie al contributo della comunità.
    Supportaci con una donazione.

    Leggi anche ...