Playmastermovie offre i suoi contenuti come beni della collettività, gratuitamente.
Per mantenere un’informazione indipendente, sostienici con una donazione.
Insieme riscriviamo la storia!

Playmastermovie fornisce contenuti gratuiti come beni della collettività. Sostienici con una donazione per un’informazione indipendente.
Medico sotto attacco - richiamata per aver espresso opinione

Medico sotto attacco: richiamata per aver espresso un’opinione

di Redazione Playmastermovie

Quando un medico viene richiamato per aver espresso un’opinione, la questione smette di essere personale e diventa un problema collettivo. È il caso di Erika Rocchi, medico radiologo, finita sotto procedimento disciplinare dopo alcuni post pubblicati sui social, nei quali ha espresso riflessioni critiche su formazione medica, protocolli sanitari e gestione della pandemia.

Il primo episodio risale all’ottobre 2024, quando Rocchi pubblica un lungo intervento in cui apre una riflessione riguardo la preparazione di molti medici su temi fondamentali come vitamine, integrazione e approcci alternativi alla cura. Una critica alla formazione accademica e all’applicazione automatica di protocolli standardizzati, che secondo la dottoressa potrebbero limitare la capacità di cura.

A distanza di tempo, però, arrivano due richiami ufficiali: uno dall’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana e uno dall’Ordine dei Medici di Pisa. L’accusa? Diffamazione nei confronti della categoria medica.

I dubbi sui protocolli e il nodo della libertà di espressione

Nel suo intervento, Rocchi non si limita a criticare, ma apre una riflessione più ampia: un medico è davvero libero di esercitare la propria professione “in scienza e coscienza” oppure è vincolato a un sistema che impone linee guida senza possibilità di discussione?

Secondo Rocchi, esiste un problema strutturale nella formazione e nell’aggiornamento dei medici, che si tradurrebbe in un’applicazione rigida di protocolli, a scapito della ricerca e dell’approccio personalizzato al paziente.

Ed è proprio qui che nasce il punto più controverso: possibile che una critica interna alla categoria venga considerata diffamazione? Possibile che il dissenso, espresso da un medico, venga trattato come un illecito disciplinare?

Il post sui tamponi: il tema della validazione dei test

A rendere il quadro ancora più delicato è un secondo post, pubblicato nel febbraio 2025, anch’esso oggetto di segnalazione. In questo caso, Rocchi affronta un tema estremamente sensibile: la validazione dei test diagnostici utilizzati durante la pandemia.

Partendo da un’audizione in Commissione COVID, la dottoressa riporta quanto dichiarato dall’avvocato Sandri: l’assenza, da parte dell’ente preposto, di una verifica ufficiale sulla validazione dei tamponi utilizzati per la diagnosi di SARS-CoV-2.

Rocchi entra nel merito tecnico della questione, spiegando concetti fondamentali come sensibilità e specificità di un test diagnostico, e sottolineando un punto cruciale: senza validazione rispetto a un “gold standard”, non è possibile stabilire con certezza l’affidabilità di un test.

Una riflessione che apre interrogativi pesanti: se un test non è validato, quanto sono attendibili le diagnosi? E quali conseguenze può avere questo sulla gestione sanitaria?

Ordini professionali: tutela o controllo?

Il caso di Erika Rocchi va ben oltre la singola vicenda personale. Tocca temi centrali: libertà di espressione, autonomia della professione medica, ruolo degli ordini professionali.

L’altro punto che evidenziamo riguarda il ruolo degli Ordini dei Medici. È legittimo chiedersi se il loro intervento, in casi come questo, risponda a una reale esigenza di tutela della professione o se rischi di trasformarsi in uno strumento di controllo delle opinioni.

Da un lato, richiami formali per opinioni espresse pubblicamente; dall’altro, un apparente silenzio di fronte a medici che, negli anni, hanno utilizzato toni offensivi verso cittadini o diffuso informazioni poi rivelatesi controverse.

    Questo spazio vive grazie al contributo della comunità.
    Supportaci con una donazione.

    Leggi anche ...