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Magrini e Aifa: cinque ore di audizione, ma i dubbi aumentano – Video

Magrini e Aifa: cinque ore di audizione, ma i dubbi aumentano – Video

di Redazione Playmastermovie

L’audizione dell’ex direttore generale di Aifa, Nicola Magrini, davanti alla Commissione parlamentare Covid avrebbe dovuto chiarire alcuni dei punti più controversi della gestione pandemica in Italia. Dopo quasi cinque ore di domande, però, molti interrogativi restano aperti. Tanto che il presidente della Commissione, Marco Lisei, ha annunciato una nuova convocazione per proseguire l’esame.

Nel corso dell’audizione, Magrini ha spesso mantenuto un approccio prudente e poco approfondito. In alcuni passaggi, le risposte hanno lasciato sconcertati perfino diversi commissari. Alla domanda sull’efficacia dei vaccini nel fermare il contagio, ha risposto: “Lo fermavano, ma un po’… chi dice il 30%, chi dice il 50%”.

Una formulazione giudicata insufficiente da chi ritiene che un’autorità regolatoria nazionale debba fornire dati chiari e rigorosi, soprattutto dopo anni in cui la comunicazione pubblica è stata presentata come scientificamente certa.

Il punto centrale riguarda proprio il ruolo esercitato da AIFA durante la pandemia. L’agenzia rappresentava il principale snodo tra le indicazioni provenienti da Organizzazione Mondiale della Sanità, Agenzia europea per i medicinali e il governo italiano. Dalle sue valutazioni dipendevano autorizzazioni, campagne vaccinali, Green Pass e obblighi sanitari.

Negli anni, però, sono emersi diversi punti controversi. In sede giudiziaria Aifa ha ammesso di non possedere direttamente parte della documentazione completa su efficacia e sicurezza dei vaccini, custodita invece presso EMA. Un elemento che ha alimentato dubbi su quanto l’ente italiano potesse realmente verificare in autonomia.

La farmacovigilanza

Altre polemiche hanno riguardato la farmacovigilanza. Secondo numerosi osservatori, i report ufficiali avrebbero sottostimato eventi avversi gravi come miocarditi e altre reazioni post-vaccinali.

A pesare sono state anche le rivelazioni emerse dai cosiddetti “Aifa leaks”, le comunicazioni interne diffuse dalla trasmissione Fuori dal Coro, che suggerivano preoccupazioni sulla gestione delle segnalazioni negative durante la campagna vaccinale.

Uno dei passaggi più delicati riguarda infine l’ammissione, successivamente confermata anche da altre autorità sanitarie internazionali, secondo cui i vaccini anti-Covid non erano in grado di impedire completamente la trasmissione del virus. Un tema che torna inevitabilmente al centro del dibattito politico dopo anni di restrizioni motivate anche dalla necessità di “proteggere gli altri”.

La nuova audizione di Magrini potrebbe quindi diventare un passaggio cruciale non solo per chiarire le responsabilità istituzionali, ma anche per capire quanto delle decisioni prese durante la pandemia sia stato realmente fondato su dati completi, trasparenti e verificabili.

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