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Lisa morta di malasanita ancora senza giustizia

Lisa, morta di malasanità, ancora senza giustizia

di Rebecca Raineri

Lisa Federico aveva 17 anni, e due genitori adottivi – Maurizio e Margherita – che l’avevano desiderata a lungo, insieme al fratello Bogdan.

Era felice, luminosa. E sana.

Lisa morta di malasanita ancora senza giustizia Poi il 16 ottobre del 2020, un’infusione fatale di sangue, al Bambin Gesù di Roma, ospedale pediatrico di proprietà della Santa Sede, considerato struttura d’eccellenza, il cui primario del dipartimento di onco-ematologia era ed è il prof. Franco Locatelli (a capo anche del Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid). 350 ml di globuli rossi incompatibili durante un trapianto di midollo osseo non necessario per una patologia non oncologica, e curabile diversamente.

Lisa urla il suo dolore atroce immediatamente, e come si comportano i medici? Interrompono l’infusione? No! Vanno avanti, fino alla fine.

Lisa sviene per la sofferenza; le infondono morfina senza interruzione, poi antibiotici, poi Dio solo sa cos’altro. Una vera e propria tortura. Muore dopo 16 giorni di calvario, per un’infezione nosocomiale che ha attaccato un organismo le cui difese immunitarie erano state azzerate da 52 giorni di somministrazione di un potente antibiotico, prima dell’intervento.

Mentono tutti: infermieri; medici; e chiunque abbia assistito con cognizione di causa allo scempio su Lisa.

L’Art. 32 della nostra Costituzione recita che “… nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

I medici del Bambin Gesù hanno violato questo articolo, e Lisa è morta.

Imperizia. Imprudenza. Negligenza.

Ad oggi, secondo la sentenza di primo grado del Tribunale di Roma, “il fatto non sussiste”. Si attende l’appello, al momento rimandato.

Le tre vite di Lisa - libroI libri scritti dai genitori di Lisa, Margherita Eichberg e Maurizio Federico: ’La giustizia svanita in un sogno’ e ‘Le tre vite di Lisa’, raccontano rispettivamente il percorso giudiziario che ha portato all’assoluzione dei medici che hanno avuto ‘in cura’ Lisa, e l’esistenza, interrotta con crudeltà, di una ragazza meravigliosa, che aveva vissuto l’abbandono e l’orfanotrofio in Ucraina, e che è stata tradita da un errore medico ad oggi negato dai responsabili e dalla Giustizia italiana.

Margherita e Maurizio portano in giro per l’Italia la storia della loro amata bambina, e hanno fondato l’associazione L.I.S.A. – Lottiamo Insieme per la Sanità degli Adolescenti.

Si adoperano senza sosta affinché Lisa abbia giustizia.

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