Nel corso di un’intervista pubblicata sul canale YouTube Liberi Media, il giornalista Marcello Foa ha affrontato con Francesca Donato uno dei temi più controversi emersi durante la pandemia: quello delle differenze tra i lotti dei vaccini Covid e della gestione delle segnalazioni sugli effetti avversi.
La conversazione prende avvio da una domanda diretta di Foa: “Avete scoperto che i lotti dei vaccini non erano tutti uguali?”. Una questione che Donato definisce “la cosa più scioccante” emersa durante il suo lavoro da europarlamentare nella Commissione Covid del Parlamento Europeo.
Secondo quanto raccontato dall’ex eurodeputata, alcune ricerche statistiche avrebbero evidenziato differenze significative tra determinati lotti vaccinali in relazione al numero e alla gravità degli effetti avversi segnalati. Le analisi sarebbero state condotte utilizzando dati pubblici provenienti sia dall’EMA sia dal sistema americano VAERS, il database statunitense per la farmacovigilanza. A differenza del sistema europeo, spiega Donato, il VAERS riportava anche il numero identificativo del lotto associato alle segnalazioni.
Proprio questo elemento avrebbe consentito ad alcuni ricercatori di stilare classifiche dei lotti maggiormente associati a eventi avversi gravi. Ed è qui che, secondo Donato, si sarebbe verificato il passaggio più controverso della vicenda. L’ex europarlamentare sostiene infatti che, invece di approfondire le anomalie segnalate e verificare eventuali problemi di produzione o qualità, le istituzioni europee avrebbero chiesto la rimozione dei numeri di lotto dalle pubblicazioni del VAERS.
Il rapporto tra trasparenza istituzionale, farmacovigilanza e fiducia pubblica
Donato racconta di aver scritto direttamente a Emer Cooke chiedendo spiegazioni su questa decisione. La risposta ricevuta avrebbe fatto riferimento alla tutela della privacy e al rischio teorico di poter risalire all’identità dei segnalatori attraverso il numero del lotto. Una motivazione che l’ex eurodeputata definisce poco convincente. “Come si può risalire all’identità di una persona partendo da un numero di lotto?”, chiede nel corso dell’intervista, spiegando di non aver mai ricevuto una spiegazione tecnica soddisfacente.
Donato sostiene inoltre di aver riproposto pubblicamente la stessa domanda durante un’audizione parlamentare della direttrice dell’EMA, ricevendo – a suo dire – una risposta vaga e confusa. Da qui nasce una critica politica più ampia nei confronti dell’atteggiamento dell’Agenzia europea del farmaco durante la gestione pandemica.
Il punto centrale sollevato nell’intervista non riguarda soltanto la questione tecnica dei lotti, ma il rapporto tra trasparenza istituzionale, farmacovigilanza e fiducia pubblica. Per Donato, infatti, l’impressione è che davanti a dati considerati scomodi si sia preferito limitare la tracciabilità pubblica delle informazioni anziché aprire un confronto scientifico pienamente trasparente.

