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Danni da vaccino Covid, i giudici confermano: “Nesso causale accertato”

Danni da vaccino Covid, i giudici confermano: “Nesso causale accertato”

di Redazione Playmastermovie

La Corte d’Appello di Torino ha confermato il riconoscimento del nesso causale tra la somministrazione del vaccino anti-Covid e una grave patologia neurologica sviluppata da una donna piemontese. La decisione riguarda il caso di una tabaccaia di Alba, oggi cinquantasettenne, colpita da mielite trasversa dopo due dosi di vaccino. Una condizione che, secondo quanto riportato dai legali della donna, le ha compromesso in modo permanente la capacità di camminare.

La sentenza conferma quanto già stabilito in primo grado dal Tribunale di Asti nell’ottobre 2025, respingendo il ricorso presentato dal Ministero della Salute. I giudici torinesi hanno ritenuto sufficientemente fondata la consulenza tecnica d’ufficio svolta durante il primo processo, senza disporre ulteriori approfondimenti peritali.

Nel dispositivo, la Corte sottolinea che la CTU aveva accertato “secondo il parametro della preponderanza dell’evidenza” la presenza di un legame causale tra le inoculazioni e la successiva comparsa della mielite trasversa. Una formulazione importante sul piano giuridico, perché ribadisce il criterio normalmente utilizzato nei procedimenti civili relativi agli indennizzi sanitari.

Tra gli elementi contestati dal Ministero e da Aifa vi era l’ipotesi che la patologia fosse riconducibile a una preesistente condizione autoimmune della donna. La Corte ha escluso che tale quadro clinico potesse rappresentare una causa alternativa sufficiente a spiegare la malattia, definendolo piuttosto un eventuale “terreno favorente” rispetto all’evento immunomediato successivo alla vaccinazione.

I giudici hanno inoltre evidenziato l’assenza di episodi analoghi nella storia clinica della paziente e la mancanza di fattori alternativi in grado di spiegare l’insorgenza della patologia. Da qui la conferma del diritto all’indennizzo previsto dalla normativa italiana sui danni da vaccinazione, estesa anche ai vaccini anti-Covid nel 2022.

Circa 36mila richieste di indennizzo fino al 2024

Secondo gli avvocati Renato Ambrosio, Stefano Bertone e Chiara Gribaudo, che assistono la donna, la sentenza assume un valore significativo perché riafferma un principio spesso escluso dal dibattito pubblico: anche i vaccini, come ogni altro farmaco, possono comportare effetti avversi, inclusi quelli gravi.

I legali sottolineano anche l’importanza di affrontare ogni caso singolarmente, evitando generalizzazioni ideologiche. Proprio per questo chiedono che nei procedimenti relativi ai danni da vaccino le consulenze medico-legali vengano affiancate da specialisti delle specifiche patologie coinvolte.

Secondo le stime riportate dagli stessi avvocati, sarebbero circa 36mila le richieste di indennizzo presentate fino al 2024 in relazione ai vaccini anti-Covid. Un numero che continua ad alimentare il confronto giuridico, medico e politico attorno alla gestione degli effetti avversi e al tema della trasparenza sanitaria

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