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Gates, Gavi e OMS: il triangolo d’oro che decide la salute del pianeta

di Carmen Tortora

    Dal 2000 la Fondazione Bill & Melinda Gates ha riversato 5,5 miliardi di dollari nell’OMS, una cifra superiore al budget medio annuale dell’agenzia. Il British Medical Journal ha pubblicato un’indagine che, esaminando 640 sovvenzioni tra il 2000 e il 2024, mostra con precisione quanto il peso finanziario della Fondazione abbia plasmato e spesso determinato le priorità dell’OMS.

    Oltre l’80% dei fondi Gates destinati all’OMS riguarda malattie infettive e programmi vaccinali. Da sola, la poliomielite assorbe 3,2 miliardi: una malattia oggi marginale a livello statistico, ma perfetta per sostenere una macchina vaccinale permanente e costosissima. Solo una minima parte dei fondi va a malattie non trasmissibili, sistemi sanitari e determinanti sociali della salute, nonostante siano considerati pilastri della strategia OMS.

    Le donazioni private sono vincolate: l’OMS non può usarle liberamente. In pratica, chi paga decide l’agenda. Gates, tra i maggiori investitori mondiali nei vaccini, ha trasformato l’OMS in un’agenzia orientata quasi esclusivamente a campagne vaccinali globali.

    OMS diventata il braccio vaccinale della Fondazione Gates

    Il quadro si completa con Gavi, fondata nel 2000 dall’OMS, UNICEF, Banca Mondiale e dalla stessa Fondazione Gates. Gavi è una fondazione svizzera, ma di fatto è considerata il programma vaccinale esternalizzato della Fondazione: 6 miliardi di dollari versati e un seggio permanente nel consiglio. Gavi acquista vaccini per programmi OMS finanziati dalla Fondazione Gates, creando un circuito chiuso.

    Il BMJ ha segnalato una trasparenza in netto calo: nel 2023 quasi l’80% delle donazioni oltre i 100.000 dollari all’OMS proveniva da fonti anonime; interi dipartimenti, come quello sulla comunicazione digitale, sono finanziati da grandi corporation.

    Mentre negli Stati Uniti cresce la spinta a uscire dall’OMS, i governi europei propongono di aumentare i contributi obbligatori degli Stati membri. Ma per il BMJ questo non cambierebbe la struttura del problema: gli obiettivi dell’OMS sono ormai intrecciati con quelli delle fondazioni miliardarie, e molti Stati cofinanziano i progetti della stessa Fondazione Gates.

    In sintesi: il potere dell’OMS non è diminuito, ma la sua autonomia sì. Quando chi finanzia l’agenzia è anche il principale creatore e investitore globale di vaccini, la domanda diventa inevitabile: chi sta davvero guidando la politica sanitaria mondiale?