Playmastermovie offre i suoi contenuti come beni della collettività, gratuitamente.
Per mantenere un’informazione indipendente, sostienici con una donazione.
Insieme riscriviamo la storia!

Nathan e Catherine passano all’attacco e denunciano l’assistente sociale, intanto il Garante per l’infanzia esprime preoccupazioni

di Redazione Playmastermovie

Il caso della cosiddetta “famiglia nel bosco” torna al centro dell’attenzione con nuovi sviluppi che riaccendono lo scontro sulla gestione dei minori allontanati dai genitori. Nathan e Catherine Trevallion hanno formalmente denunciato l’assistente sociale nominata dal Tribunale dell’Aquila, Veruska D’Angelo, contestandone l’imparzialità e accusandola di un atteggiamento ostile nei confronti della famiglia. L’esposto, presentato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas all’ordine professionale degli assistenti sociali e all’ente regionale competente, segnala anche la scarsa frequenza degli incontri con i bambini, ritenuta insufficiente a garantire una valutazione equilibrata, e l’esposizione mediatica dell’assistente sociale, che avrebbe rilasciato interviste compromettendo la necessaria distanza dal caso.

Le critiche arrivano anche da Anna Egidia Catenaro, suora e avvocata, presidente di Avvocatura in Missione, che in una lettera aperta alla Garante per l’infanzia Marina Terragni chiede la revoca immediata della tutrice e denuncia il rischio che i traumi dei bambini diventino irreversibili. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente dei Trevallion, evidenzia contraddizioni nella gestione dei servizi e ritardi tecnici nella perizia sulle capacità genitoriali, con un prolungamento del dolore per tutta la famiglia.

Intanto, Marina Terragni, Garante per l’infanzia e l’adolescenza, ha recentemente presentato a Roma il documento “Prelevamento dei minori, facciamo il punto”, sottolineando che gli allontanamenti devono restare misure eccezionali, adottate solo in situazioni di grave pericolo, con priorità al collocamento presso famiglie affidatarie o parenti e con l’ascolto diretto del minore, diritto fondamentale spesso trascurato. Il documento evidenzia inoltre la mancanza di dati sistematici sull’impatto traumatico degli allontanamenti e sull’uso di teorie non riconosciute come la cosiddetta alienazione parentale, richiamando la necessità di maggiore trasparenza e tutela per i bambini coinvolti.

Il caso della famiglia nel bosco mette così in luce le difficoltà e le contraddizioni del sistema italiano, tra criticità operative, esposizione mediatica e preoccupazioni per il benessere dei minori, sollevando interrogativi sul modo in cui servizi sociali e istituzioni gestiscono situazioni così delicate.