Kennedy silura due funzionari HHS: rottura con l’apparato sanitario. Tra silenzi istituzionali e rivoluzioni interne, qualcosa si muove nelle stanze del potere sanitario statunitense.
Il Presidente Robert F. Kennedy Jr., noto per la sua posizione critica verso l’industria farmaceutica e le politiche sanitarie coercitive, ha appena sollevato due figure di vertice del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS): Heather Flick Melanson, Capo di Gabinetto, e Hannah Anderson, Vice Capo per le Politiche.
Secondo quanto riportato da fonti autorevoli come Reuters e Axios, Kennedy avrebbe preso la decisione per “perdita di fiducia”, in un contesto di tensioni interne e divergenze sulla gestione delle priorità sanitarie.
Non si tratta di un semplice rimpasto, ma dell’ennesimo atto di un Presidente che continua a sfidare l’establishment sanitario. Già nei mesi precedenti Kennedy aveva sollevato 17 membri del comitato consultivo del CDC sulle vaccinazioni, segnando una chiara rottura con le logiche di gestione pandemica basate su obblighi, emergenze senza fine e farmaci imposti in nome della “salute pubblica”.
Kennedy non ci sta: licenziati i responsabili dell’HHS dopo l’approvazione di Spikevax
In queste ore, alcuni media indipendenti parlano di un possibile collegamento tra i licenziamenti e l’approvazione da parte della FDA (che opera sotto l’HHS) del vaccino mRNA di Moderna, Spikevax, destinato ai bambini dai 6 mesi agli 11 anni a rischio COVID.
Un via libera controverso, che secondo Vaccine Advisor è stato concesso nonostante le segnalazioni di eventi avversi come miocarditi, reazioni allergiche e convulsioni nei più giovani.
Nessuna conferma ufficiale collega direttamente la decisione di Kennedy a questo evento, ma il tempismo solleva interrogativi legittimi. È credibile che un Presidente con la storia di RFK Jr. possa tollerare una mossa simile senza esserne informato?
Intanto, al posto di Melanson è stato nominato Capo di Gabinetto ad interim Matt Buckham, figura nota per la sua posizione critica verso l’espansione dei poteri federali in campo sanitario.
Una scelta che sembra rafforzare la direzione già tracciata: invertire la rotta dopo anni di gestione emergenziale, recuperare il principio di precauzione e restituire centralità al consenso informato.
Chi pensava che Kennedy fosse solo una voce di protesta, oggi deve fare i conti con un Presidente che inizia a mettere mano alla macchina statale. I segnali sono chiari. La battaglia per la trasparenza, la libertà di scelta e la fine del dominio tecno-sanitario è appena cominciata.
