Il mio primo digiuno secco
Daniele Alemanni ha partecipato al digiuno secco presso il Convento di Santa Maria del Giglio a Bolsena: la sua esperienza personale fa da fulcro al racconto che ispirerà il documentario diretto da Alessandro Amori per Playmastermovie.
Ho visto un’intervista ad Alessandro Amori sul canale Telegram di un amico, “Traterraecielo”, in cui si parlava, tra i prossimi progetti di Alessandro, di un ritiro di cinque giorni a Bolsena di digiuno secco. Era la prima volta che sentivo parlare di questo tipo di pratica, mentre conoscevo molto bene il digiuno “tradizionale”, che prevedeva l’assunzione abbondante di acqua.
La cosa mi ha inizialmente incuriosito e mi ha spinto a documentarmi più a fondo sull’argomento. Ho acquistato i libri del dott. Sergey Filonov, un esperto in materia, e ho ascoltato le testimonianze video di coloro che avevano partecipato ai suoi “ritiri di digiuno secco”.
La prima cosa che mi ha sorpreso è stato il fatto che tutti i partecipanti ai ritiri non solo hanno superato indenni l’esperienza durata 12 giorni, contrariamente a quanto sostenevano tutte le altre fonti informative consultate (compresi ChatGPT e Deepseek), che davano una sentenza di morte certa dopo 3-5 giorni in assenza di acqua, ma, al contrario, dichiaravano tutti di aver avuto grandi benefici sulla loro salute. Non ho avuto dubbi sull’autenticità delle testimonianze, sia per la tipologia delle persone coinvolte, sia per il loro linguaggio spontaneo. Inoltre, nessuna casa farmaceutica lucra sul digiuno; anzi, chi lo pratica risparmia anche.
Quando ho visto poi il post di Alessandro che invitava chi fosse interessato a presentare la propria candidatura, spiegando anche l’aspetto spirituale del ritiro, la località che infondeva pace e tranquillità in cui si sarebbe svolto e, ancora, la rinuncia all’uso del cellulare per i partecipanti, non ho avuto più dubbi e ho inviato i dati richiesti sperando di poter partecipare.
Posso affermare ora, con la massima convinzione, di aver avuto la fortuna di entrare nel gruppo degli 11 partecipanti all’esperienza, un’esperienza che non solo ricorderò per sempre con piacere, ma che mi ha fatto scoprire un mondo preziosissimo, nascosto, sebbene a portata di mano di tutti, oltre ad avermi fatto conoscere persone meravigliose.
Avendo già fatto in passato per ben due volte 5 giorni di digiuno, non ho avuto problemi per la mancanza di cibo. La mia attenzione era focalizzata su cosa mi sarebbe successo per mancanza di acqua. Con sorpresa, dopo il 2° giorno, avvertivo solamente un po’ di secchezza in bocca, un fastidio facilmente sopportabile.
Quello che invece ha attratto maggiormente la mia attenzione è stata la bellezza e la profondità dell’aspetto spirituale, magistralmente supportato dalle nostre “Guide” Dominique e Domenico. Ci hanno aiutato a guardare in noi stessi, sfruttando lo stato di pace che un digiuno nella tranquillità dell’ambiente in cui ci trovavamo ci regalava.
Dopo 3-4 giorni, gli aspetti fisici del digiuno erano passati in secondo piano e tutti noi ci concentravamo sulle sensazioni che ci regalavano la meditazione e il rilassamento. Alcuni di noi hanno anche segnalato la sparizione di alcuni sintomi dolorosi, in particolare dolori articolari anche pesanti. Personalmente, pur non soffrendo di particolari sintomi dolorosi, posso affermare di aver avvertito la netta riduzione di un fastidio alle mani dovuto a un principio di rizoartrosi.
Alla ripresa dell’alimentazione, ho avvertito una curiosa sensazione di notevole amplificazione dei gusti dei vari cibi che non avevo mai avvertito in precedenza. Questo mi ha fatto riscoprire il piacere di gustare veramente i cibi che prima a volte capitava di ingurgitare senza soffermarmi su queste sensazioni. Questa cosa è molto importante: ti fa rivedere il rapporto con il cibo, lo valorizzi e lo apprezzi molto più di prima, accorgendoti che puoi apprezzare la qualità del cibo anche con minor quantità.
Questa esperienza mi ha fatto percepire come ci siano molti livelli di coscienza interiore e consapevolezza di sé che si possono raggiungere con il digiuno secco, oltre alla concreta possibilità di guarire da numerose patologie, anche gravi, e senza l’uso di farmaci.
Per questo conto di ripetere, appena ce ne saranno le condizioni, questo tipo di digiuno. Per il momento, ho deciso di dedicare un giorno alla settimana ad astenermi dal mangiare e dal bere, sinceramente una passeggiata dopo l’esperienza dei 5 giorni.
Infine, suggerisco ai vari medici, ricercatori, associazioni mediche e scientifiche, naturopati e quant’altro che hanno espresso previsioni infauste per chi adottasse il digiuno secco, di iniziare a studiare e documentarsi sulle esperienze scientifiche reali effettuate in particolare in Russia e, magari, provare loro stessi questa esperienza. Penso che, conflitti di interesse a parte, potrebbero cambiare le loro convinzioni.
Per saperne di più sul documentario che Playmastermovie sta realizzando, clicca qui.
Daniele Alemanni
