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Günther Platter

Günther Platter, l’ex governatore del Tirolo, si scusa per l’obbligo vaccinale

di Redazione Playmastermovie

L’ex governatore del Tirolo, Günther Platter, ha rotto un tabù che per troppo tempo è rimasto intatto: durante la cerimonia di consegna dell’Anello d’Onore a Innsbruck, ha chiesto pubblicamente scusa per le decisioni prese durante la pandemia, in particolare per l’introduzione dell’obbligo vaccinale.

Nel suo discorso, riportato dal Tiroler Tageszeitung, Platter ha parlato con una sincerità ormai rara nella politica europea:

“Abbiamo dovuto agire rapidamente e spesso prendere decisioni difficili. A tutti coloro che si sono sentiti feriti da questo, voglio dire: mi dispiace e desidero scusarmi formalmente.”

Parole che suonano come un risveglio tardivo, ma necessario. L’ex Landeshauptmann ha riconosciuto “errori politici” e ammesso di aver sostenuto scelte di cui non era pienamente convinto, spinto da un senso di responsabilità che oggi appare, più che altro, come una pressione di sistema.

Le scuse di Günther Platter

Il fatto che un ex governatore chieda scusa per l’obbligo vaccinale è di per sé un evento straordinario. Perché significa ammettere che qualcosa, in quella gestione autoritaria della pandemia, non è andato come doveva.

Che i diritti violati, le vite danneggiate, le discriminazioni subite da chi ha osato dire “no” al ricatto sanitario, non erano frutto di “necessità sanitarie”, ma di scelte politiche sbagliate.

Eppure, quanta solitudine in quelle parole di Platter. Nessun altro – né in Austria né tantomeno in Italia – sembra pronto ad assumersi la responsabilità di ciò che è stato.

Dovrebbero farlo in molti: dal Presidente della Repubblica, che ha firmato decreti di segregazione per i non vaccinati, ai politici che li hanno voluti, fino ai “volti televisivi” della scienza che per anni hanno diviso, insultato e criminalizzato.

Chissà cosa penseranno ora Bassetti e Burioni di fronte a un ex governatore che trova il coraggio di chiedere scusa. Forse nulla. Forse continueranno a tacere, come tutti coloro che preferiscono seppellire la verità piuttosto che guardarla in faccia.

Ma il gesto di Günther Platter resta.
Un atto di onestà che apre una breccia in un muro costruito con menzogne e paura.
E da quella crepa, finalmente, entra un po’ di luce.

Foto: YouTube