Stiamo consegnando i nostri dati all’intelligenza artificiale!
Un cambiamento importante sta avvenendo in Gmail, in modo del tutto silenzioso, come ormai d’abitudine per la maggior parte dei social. A partire da agosto, l’intelligenza artificiale sarà integrata ancora più a fondo nel sistema, senza notifiche o avvisi agli utenti. Questo aggiornamento modificherà il modo in cui la posta elettronica viene letta, interpretata e classificata.
Gmail inizierà a comprendere realmente il contenuto delle email, non solo riconoscendo parole chiave o mittenti sospetti, ma analizzando il significato complessivo dei messaggi. Questo cambiamento si basa su due fattori principali: l’introduzione ufficiale dell’IA in Gmail e l’adeguamento di Google alle normative, indovinate un po’, europee come il Digital Services Act e il regolamento DTR sulla trasparenza.
L’obiettivo è duplice: da un lato migliorare la sicurezza e l’organizzazione delle email, dall’altro raccogliere dati utili per fini pubblicitari e statistici. L’IA classificherà i messaggi, imparerà dai comportamenti dell’utente (cosa legge, cosa clicca, come risponde), suggerirà risposte automatiche, segnalerà email potenzialmente rischiose e potrebbe addirittura decidere di non mostrare immediatamente certi contenuti.
Assisteremo quindi al passaggio da una semplice casella di posta a un sistema intelligente, e decisamente più invasivo. Gmail, infatti, comincerà a osservare in modo costante i messaggi, analizzandone il tono e le intenzioni.
Questo ha fatto nascere tra molti esperti un dibattito sull’algoritmica passiva, un termine che definisce la capacità dei sistemi di osservare gli utenti senza che questi se ne accorgano.
Ad esempio, parole come pagamento urgente, codice di accesso, richiesta immediata sono già tracciate e possono attivare dei filtri. Anche le risposte a questi messaggi potrebbero influire sul modo in cui Gmail gestisce la posta in arrivo.
Tutto questo accade in background, spesso senza che l’utente se ne accorga. La posta che arriva, infatti, potrebbe essere già stata letta, interpretata e categorizzata, con Gmail pronto a suggerire una risposta o a nascondere un messaggio ritenuto poco rilevante.
Come limitare l’intervento dell’IA su Gmail
Non è possibile tornare indietro o disattivare completamente queste nuove funzioni, ma si può agire sulle impostazioni per ridurre l’interferenza dell’IA nella gestione della posta. Ecco come fare:
- Accedi a Gmail e clicca sull’icona delle impostazioni in alto a destra.
- Seleziona “Visualizza tutte le impostazioni”.
- Nella scheda “Generali”, scorri verso il basso fino a trovare la voce “Funzionalità smart”.
- Disattiva tutte le opzioni legate alla personalizzazione intelligente: suggerimenti di scrittura, correzione automatica, suggerimenti grammaticali e altro.
- Gmail chiederà di ricaricare la pagina per applicare le modifiche. Conferma e procedi.
Ma non basta. Per ridurre ulteriormente il tracciamento:
- Vai alla sezione dedicata alle funzionalità intelligenti di Google Workspace.
- Disattiva anche lì le funzionalità smart legate ad altri prodotti Google.
- Infine, nella scheda “Posta in arrivo”, assicurati che gli indicatori di importanza e la posta filtrata siano disattivati.
In questo modo, pur non eliminando completamente il ruolo dell’IA, si può limitarne l’influenza e proteggere almeno in parte la propria privacy.
Il fatto importante e pericoloso è che quello che sta accadendo in Gmail non è opzionale. L’IA è ormai parte integrante del servizio e non è possibile evitarla del tutto.
Siamo di fronte a un cambiamento profondo: tali fragilità rendono l’IA un vettore di manipolazione e controllo dalle conseguenze concrete su autonomia e libertà individuale. Sta a noi scegliere quanto delegare e quanto invece mantenere sotto controllo.