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genitori no vax

Genitori no vax assolti a Rovereto: i dubbi sui vaccini vanno ascoltati

di Redazione Playmastermovie

Annullata la multa ai genitori no vax: l’Apss non informò a dovere. A Rovereto il giudice di pace ha annullato una sanzione da 500 euro inflitta a due genitori che avevano scelto di non vaccinare il figlioletto, chiedendo prima di procedere ulteriori informazioni e accertamenti medici.

Una decisione importante, che riapre il dibattito su diritto all’informazione, libertà di scelta e limiti della legge Lorenzin. 

La vicenda inizia nel 2018, quando i genitori vengono convocati dall’Azienda sanitaria per il colloquio che precede le vaccinazioni – tra cui quelle contro poliomielite, tetano, epatite B, morbillo, rosolia e parotite.

Al termine dell’incontro, la coppia chiede di poter effettuare ulteriori esami prima di autorizzare l’inoculazione, ma l’Apss avvia comunque la procedura sanzionatoria, culminata dopo quattro anni nell’ordinanza-ingiunzione da 500 euro.

I genitori, nel frattempo, avevano presentato una certificazione medica che segnalava una situazione clinica del bambino compatibile con il differimento delle vaccinazioni, ma per l’Apss la documentazione non bastava a sospendere l’obbligo.

L’Azienda sanitaria ha sostenuto di aver fornito tutte le informazioni necessarie “mediante colloquio e invio di link informativi”, accusando i genitori di “atteggiamento pretestuoso e privo di fondamento scientifico”.

Genitori no vax, vittoria in tribunale a Rovereto

Una versione respinta dal giudice Paola Facchini, che nelle motivazioni sottolinea come “un’adeguata informazione sugli aspetti medici rispetto a dubbi manifestati dai genitori, anche se ritenuti privi di fondamento, sia necessaria non solo ai fini della correttezza della procedura amministrativa, ma anche per consentire ai genitori una scelta realmente consapevole”. Da qui l’annullamento della sanzione: la richiesta di differimento “non può dirsi pretestuosa o elusiva, ma giustificata da una condizione patologica certificata”.

Questa sentenza evidenzia tre aspetti fondamentali. Primo: quando un genitore chiede chiarimenti su un tema così delicato, deve ricevere informazioni chiare, complete e scientificamente fondate.

Secondo: troppo spesso chi pone domande viene etichettato come “no vax”, quando in realtà chiede soltanto di comprendere – e le stesse istituzioni sanitarie, a volte, non hanno risposte adeguate.

Terzo: la legge Lorenzin andrebbe abolita, restituendo ai genitori il diritto e la libertà di scegliere consapevolmente per la salute dei propri figli.

Una decisione che riporta al centro il principio di trasparenza e responsabilità condivisa, troppo spesso sacrificato in nome dell’obbedienza automatica.