Playmastermovie offre i suoi contenuti come beni della collettività, gratuitamente.
Per mantenere un’informazione indipendente, sostienici con una donazione.
Insieme riscriviamo la storia!

Famiglia nel bosco

Famiglia nel bosco, ora vogliono allontanare anche la madre

di Redazione Playmastermovie

Famiglia nel bosco: la vicenda si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo. Dopo l’allontanamento dei tre bambini dalla loro casa e la sospensione della responsabilità genitoriale, ora Catherine Birmingham, la madre, rischia di essere allontanata dalla casa-famiglia di Vasto dove, dal 20 novembre, vive insieme ai figli in spazi e tempi rigidamente regolamentati. Una prospettiva che desta profondo sconcerto, perché potrebbe aggravare ulteriormente una situazione già segnata da traumi e fratture difficilmente rimarginabili.

Secondo quanto riportato dalla stampa, la donna – 43 anni, cittadina australiana – sarebbe stata definita dagli assistenti sociali come “rigida e non collaborativa” e addirittura “un ostacolo al percorso dei figli”. Una formula che, ancora una volta, solleva interrogativi pesanti: in che modo una madre che chiede di restare accanto ai propri bambini può trasformarsi, nel linguaggio istituzionale, in un problema da rimuovere? E soprattutto, quali benefici reali deriverebbero ai minori da un ulteriore allontanamento della figura materna?

Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra la tutrice legale, gli assistenti sociali e i responsabili della struttura per definire un piano educativo per i bambini – due gemelli di sei anni e una bambina di otto. Sul tavolo, però, sarebbe emersa anche l’ipotesi di escludere Catherine dalla casa-famiglia. Una decisione che, se confermata, rischierebbe di infliggere un nuovo shock emotivo ai minori, già strappati al loro contesto di vita e ora esposti all’ennesima frattura affettiva.

Un altro trauma per la Famiglia nel bosco

Colpisce il contrasto tra le dichiarazioni ufficiali, che parlano di bambini “sereni e adattati”, e le parole della Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, che ha ricordato come la risposta a un trauma non possa essere un altro trauma. Un principio di buon senso che sembra smarrirsi in un sistema fatto di valutazioni soggettive, etichette e decisioni calate dall’alto, senza un reale contraddittorio.

Intanto, sulla Famiglia nel bosco pende anche un esposto depositato ai carabinieri di Ortona, che chiede di verificare la legittimità delle scelte adottate dal Tribunale per i Minorenni. Un segnale chiaro del disagio e della percezione di ingiustizia che circondano l’intera vicenda.

È proprio da casi come questo che nasce “Sottratti”, il nuovo documentario di Playmastermovie. Un lavoro pensato per dare voce alle famiglie ferite e ai professionisti coinvolti, per far emergere le dinamiche profonde di un sistema che dichiara di tutelare i minori ma spesso produce dolore e traumi duraturi. Lo facciamo attraverso il linguaggio nobile del documentario, affinché queste storie arrivino alla coscienza di tutti. Per sostenere “Sottratti” e contribuire alla sua realizzazione, clicca QUI.
Foto: YouTube