La Famiglia nel bosco torna al centro dell’attenzione pubblica con un nuovo atto formale che segna un passaggio decisivo nella vicenda. Leonora Carusi, figlia di Armando – l’ex ristoratore di Ortona che ha ospitato Nathan Trevallion nella cosiddetta “casetta di nonna Gemma” – ha presentato un esposto ai carabinieri denunciando quella che definisce senza mezzi termini una sottrazione di minori. Un atto che punta a far luce su decisioni giudiziarie e amministrative ritenute prive dei presupposti di legge e gravemente lesive dei diritti dei bambini e della loro famiglia.
Nell’esposto, depositato presso i carabinieri di Ortona e indirizzato alle Procure dell’Aquila e di Campobasso, al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione e agli organi istituzionali competenti, vengono ipotizzati reati perseguibili d’ufficio, tra cui la sottrazione di minori e la violenza privata. Al centro della denuncia vi è la contestazione delle modalità con cui i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, di 6 e 8 anni, sono stati allontanati dalla casa nel bosco, con una sospensione temporanea della potestà genitoriale che – secondo l’esposto – non sarebbe supportata da un “grave pericolo” attuale e concreto.
Uno dei punti più controversi riguarda l’assenza dell’ascolto dei minori, un obbligo previsto dalla normativa nazionale e internazionale a tutela dell’infanzia. A ciò si aggiunge il richiamo al diritto all’istruzione parentale, riconosciuto dall’ordinamento italiano, e al fatto che eventuali inadempienze vaccinali comportano sanzioni amministrative, non la perdita o la sospensione della responsabilità genitoriale. Elementi che, messi insieme, sollevano interrogativi pesanti sulla proporzionalità e sulla legittimità degli interventi adottati.
La Famiglia nel bosco e lo strapotere senza contraddittorio
La Famiglia nel bosco diventa così il simbolo di una questione più ampia: quella di un sistema che, nel dichiarato intento di tutelare i minori, finisce talvolta per esercitare uno strapotere difficilmente sindacabile, basato su valutazioni soggettive, spesso senza un reale contraddittorio. Uscirne, per le famiglie coinvolte, diventa un percorso a ostacoli, lungo anni, con conseguenze devastanti sul piano emotivo e psicologico, soprattutto per i bambini.
È in questo contesto che Playmastermovie annuncia la realizzazione di un nuovo documentario, “Sottratti”, pensato per dare voce alle famiglie ferite e ai professionisti coinvolti, affinché le dinamiche profonde di questo sistema emergano con chiarezza e arrivino alla coscienza di tutti. Lo faremo a nostro modo, attraverso il linguaggio nobile del documentario: storie di figli strappati ai loro genitori, di vite soffocate nel silenzio da un meccanismo che appare sempre più orientato a interessi economici e ad abusi di potere.
Un sistema che afferma di proteggere i più fragili, ma che rischia di trasformarsi in una macchina spietata, lontana dal reale bene dei bambini. Negli anni, Playmastermovie ha ascoltato il dolore, raccolto denunce nate dal basso e contribuito ad aprire un varco nell’opinione pubblica, risvegliando una nuova coscienza collettiva. “Sottratti” potrà prendere vita solo grazie al sostegno di chi ha fiducia nel nostro operato. Per informazioni e per contribuire alla sua realizzazione, clicca QUI.
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