C’è un nuovo manuale in città. Non lo ha scritto Hobbes ma l’OMS, e non si chiama Leviatano, bensì Decision Navigator. La versione 2025 del prontuario pandemico mondiale sfoggia la vernice lucida della “salute pubblica digitale”: il controllo permanente travestito da bene comune. Non impone nulla, dice l’OMS – ma “orienta”, “raccomanda”, “aiuta a decidere”. Tradotto: indica la strada e aspetta che i governi, per paura di sembrare “non scientifici”, la seguano senza fiatare. Dietro il suo linguaggio soft si cela il manuale operativo del prossimo lockdown, un documento che profuma di comando preventivo.
Dentro c’è di tutto: una griglia di decisioni “scientificamente supportate” per ogni tipo di emergenza. Non solo pandemie, ma qualsiasi evento “rilevante per la salute pubblica” – dall’influenza stagionale all’ondata di caldo. Con un trucco semantico degno di un prestigiatore, l’OMS ridefinisce cosa sia un’emergenza sanitaria, trasformando la salute in un passe-partout per controllare tutto il resto. Ogni picco statistico può diventare un motivo per introdurre restrizioni.
Il Navigator dice di non imporre nulla, ma in realtà fornisce un’“architettura decisionale digitale”: un algoritmo che suggerirà ai governi cosa fare e quando. È la nuova teologia del potere: «Ce lo chiede la scienza». Peccato che la “scienza” sia programmata da fondazioni e multinazionali farmaceutiche. Le stesse che finanziano l’OMS per l’85%.
E naturalmente, ritornano le mascherine. Non più obbligatorie, ma “raccomandate”. In linguaggio OMS significa “inevitabili”. Inserite tra le “misure standard”, riemergeranno a ogni segnale di rischio. Si parla anche di monitoraggio dell’“accettabilità sociale”: se la popolazione obbedisce, le misure restano; se protesta, si “adattano”. Il cittadino diventa una variabile comportamentale, non un individuo con diritti.
Decision Navigator, l’Europa è già pronta a obbedire
Nel frattempo, la stessa OMS ammette che le mascherine possono avere “effetti indesiderati”: aumento di CO₂ inspirata, mal di testa, difficoltà respiratorie. Ma la frase resta lì, sterile, sepolta tra mille altre. Dopo la Cochrane Review del 2023, che ha confermato l’assenza di prove solide sulla loro efficacia, riproporle è quasi comico. Eppure eccole di nuovo, con garbo e linguaggio burocratico.
La parte più inquietante è l’“all hazards approach”: il Navigator vale per tutte le emergenze, dalle pandemie alle crisi climatiche o alimentari. Tutto ciò che può essere definito rischio per la salute collettiva rientra nel suo campo d’azione. L’OMS non prepara la prossima pandemia, ma l’era delle emergenze permanenti. I governi potranno scegliere il colore delle mascherine, ma non se applicarle
L’Europa è già pronta a obbedire. L’Italia, come sempre, sarà in prima fila: ordinanze, task force, decreti d’urgenza. La Germania lo integrerà nei suoi sistemi digitali sanitari, la Francia lo travestirà da “responabilité citoyenne”, e il Regno Unito mostrerà la sua “compliance” globale. Negli Stati Uniti il gemello è già nato: il Pandemic Decision Support Tool del CDC, sviluppato con Microsoft e la Gates Foundation. Sarà solo questione di tempo prima che i due sistemi si fondano
Chi pensa che sia fantascienza guardi al progetto UNDP Smart Governance for Climate Resilience in Moldavia (2024): IA per gestire blackout e cittadini “vulnerabili”. Stesso schema, altra scusa. La salute come pretesto, la sorveglianza come soluzione
La politica? Non serve più. Destra e sinistra fingono di litigare ma obbediscono uguale. Le “linee guida non vincolanti” diventano leggi, parola per parola, firmate da marionette. Quando l’OMS parla, i governi scattano sull’attenti. Fine della sovranità, senza plotone d’esecuzione: bastano un PDF e un tweet
Il Decision Navigator è la versione digitale del guinzaglio globale. La paura è diventata un algoritmo, la libertà un errore di sistema. Basterà un grafico storto e il mondo si spegnerà da solo. L’OMS scrive, i governi obbediscono e la democrazia muore applaudendo.