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Bruxelles

Bruxelles e il nuovo centro anti-fake news: la censura travestita da democrazia

di Redazione Playmastermovie

Bruxelles rilancia la sua crociata contro la cosiddetta “disinformazione” annunciando la creazione di un nuovo Centro Europeo per la Resilienza Democratica, cuore dello “Scudo europeo per la democrazia”. Ufficialmente, l’obiettivo sarebbe quello di proteggere le istituzioni e i cittadini dalle campagne di manipolazione, soprattutto di matrice russa. Ma dietro la facciata della tutela democratica si profila l’ennesimo passo verso un controllo sempre più centralizzato dell’informazione.

L’Unione Europea parla di “rafforzare la democrazia” e “proteggere l’integrità del dibattito pubblico”, ma il linguaggio suona paradossale: come si può proteggere la libertà restringendola? Il nuovo centro avrà il compito di monitorare, segnalare e “neutralizzare” contenuti ritenuti a rischio – prima ancora che circolino. Un concetto che si traduce in “prebunking”, cioè la censura preventiva. In altre parole, non si contrasteranno più le fake news: si preverrà la loro nascita.

Bruxelles e la retorica della “lotta alla disinformazione”

Negli ultimi anni Bruxelles ha costruito un’intera architettura informativa basata su newsroom finanziate con fondi pubblici, reti di fact-checking e programmi che promuovono una “informazione coerente” con l’agenda comunitaria. Ora, con questo nuovo organismo, chi decide cosa è vero e cosa no sarà lo stesso potere politico che dovrebbe essere controllato dalla stampa.

La retorica della “lotta alla disinformazione” rischia così di trasformarsi nell’arma perfetta per filtrare le opinioni scomode e uniformare il pensiero. Si parla di resilienza, ma il risultato sarà l’omologazione. Di tutela della democrazia, ma il metodo è quello del bavaglio.

Mentre si moltiplicano i fondi europei destinati ai media “allineati”, chi prova a raccontare una realtà diversa viene sempre più marginalizzato. È il paradosso della libertà sorvegliata: per “salvare” la democrazia, la si mette sotto controllo.

Il nuovo centro non difende la verità: la definisce. E quando la verità diventa materia di autorizzazione politica, la democrazia ha già smesso di essere tale.