Playmastermovie offre i suoi contenuti come beni della collettività, gratuitamente.
Per mantenere un’informazione indipendente, sostienici con una donazione.
Insieme riscriviamo la storia!

aspirina

Aspirina e Covid, lo studio che smentisce il “non c’è cura”

di Redazione Playmastermovie

L’aspirina è oggi al centro di uno studio scientifico che certifica ciò che durante la pandemia veniva censurato, deriso o silenziato: esistevano terapie precoci, semplici ed economiche che avrebbero potuto salvare vite. Il nuovo lavoro dell’Istituto Mario Negri, pubblicato su Frontiers in Immunology, dimostra che l’acido acetilsalicilico modifica la struttura della proteina Spike di Sars-CoV-2, riducendone l’aggancio alle cellule e limitando il danno polmonare, l’infiammazione e la fibrosi.

Mentre queste evidenze maturavano, centinaia di migliaia di persone venivano lasciate a casa con l’indicazione di “attendere” e assumere paracetamolo. Nessuna terapia antinfiammatoria precoce. Nessuna prevenzione. Poi il peggioramento, il ricovero, l’intubazione. E infine i sacchi neri. Una tragedia che non è stata solo sanitaria, ma anche etica, politica e costituzionale.

Negli stessi anni, studi del Mario Negri pubblicati su eClinicalMedicine, Frontiers in Medicine e The Lancet Infectious Diseases avevano già indicato che l’uso tempestivo di farmaci antinfiammatori non steroidei, inclusa l’aspirina, riduceva le forme gravi di Covid e il ricorso agli ospedali. Eppure prevalse il dogma: “non c’è cura”.

Aspirina: ciò che si poteva fare e non si è voluto fare

Il nuovo studio chiarisce i meccanismi molecolari: l’aspirina agisce direttamente sulla Spike, impedendole di legarsi al recettore Ace2. Nei modelli sperimentali riduce infiammazione e danni polmonari. A questo si aggiunge un aspetto fondamentale, spesso taciuto: l’effetto antitrombotico, cruciale in una malattia che ha prodotto trombosi diffuse.

Se queste conoscenze fossero state prese sul serio, se lo Stato si fosse assunto la responsabilità di esplorare e applicare cure precoci invece di imporre protocolli rigidi e fallimentari, molte morti avrebbero potuto essere evitate. Invece si è scelto di punire il dissenso, calpestare la libertà di scelta e comprimere diritti costituzionali in nome di una narrazione unica.

Questa ferita è al centro del documentario La morte negata di Playmastermovie, che raccoglie le testimonianze di chi ha perso i propri cari negli ospedali, lontano dagli affetti, senza cure adeguate e senza umanità.

Oggi le prove scientifiche emergono in modo sempre più chiaro. Non per vendetta, ma per verità. Perché senza verità non può esserci né giustizia né memoria.