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La mia prima PlayMasterMovie

di Redazione Playmastermovie

Ricordo che il primo articolo che scrissi per PlaymasterNews era sull’ipotesi che potessero ripetere un TSO su Dario Musso, un articolo che pubblicai il 4 dicembre 2020.

Non sapevo sarebbe stato il primo articolo che avrebbe pubblicato la piattaforma, e per fortuna, o mi sarebbe salita una certa ansia. Mi sentivo anche un po’ impacciato nel gestire un WordPress non mio – limitatamente alle mie specifiche esigenze – con una linea editoriale che, anche se totalmente aderente, non apparteneva a me ma a un collettivo.

In quel periodo io ero un blogger in erba, scrivevo di quello che mi piaceva e nel modo in cui mi piaceva, era da poco uscito il mio unico libro e, dopo vari cambiamenti “tecnici“, stavo sedimentando il mio blog personale, avevo già tanta roba realizzata e volevo organizzarla meglio.

Poco prima, in questo frangente piuttosto caotico – purtroppo non solo per questi motivi appena detti – mi ritrovai su una chat carbonara un messaggio di Alessandro Amori, all’epoca a me del tutto ignoto, che chiedeva se ci fosse qualcuno volesse scrivere per un suo progetto editoriale, un progetto che poi scoprii interessante, azzardato e articolato.

La mia prima reazione istintiva – cosa assai singolare per me – fu quella di rispondere, fiducioso del contesto in cui lo avevo incrociato, avrei verificato poi chi fosse questo personaggio e cosa avesse realmente in testa. Allora gli scrissi che sì, io scrivevo già, mandandogli i riferimenti del mio sito, dove avrebbe potuto leggere qualcosa e farsi una idea.

Nel mentre presi informazioni, chiesi ad amici comuni, a Imma in particolare, donna dolcissima e carissima amica, che mi disse un gran bene di lui, allora mi tranquillizzai, misi l’anima in pace e aspettai si facesse vivo.

Alessandro, come chiunque affronti la montagna la prima volta, mi chiamò esponendomi un progetto molto cadenzato, super-organizzato, meticoloso, proiettivo e bellissimo. Avendo avuto alcune esperienze nel mio mezzo secolo antecedente all’incontro con PMM, ero nella scomoda posizione di chi doveva rivedere al ribasso, soprattutto riguardo l’arco temporale, le aspettative che mi venivano esposte, ma andava benissimo così, era una garanzia, senza quell’entusiasmo questa piattaforma non sarebbe mai diventata quello che è oggi.

La mia anarchia mi mise in obbligo di rifiutare una ferrea disciplina redazionale, lo feci a malincuore ma ne ebbi necessità, però poi cominciai a scrivere, e pure tanto, senza smettere più, come sospettavo ma non mi sentivo di promettere.

Voglio però tornare sul primo articolo riguardo Dario Musso, mi ricordo che prima di scriverne chiamai Alessandro per commentare con lui la notizia, avevo già in mente una vaga idea di doverlo fare, ci misi mano solo dopo quella telefonata. Tempo dopo mi disse che trovò singolare quella sintonia, era anche lui nella necessità impellente e sincrona di raccontare la cosa.

Ecco, quella sintonia, con lui come con tutto il gruppo che poi si allargò inesorabilmente, anche ne momenti di minore attività individuale, non è mancata mai.

Il rapporto con PlaymasterMovie mi ha costretto ad un difficile processo di crescita, io ero già abituato a ragionare su fatti e cose ma non mi ero mai messo nei panni di chi si prendesse la briga di raccontare quei fatti e quelle cose al mondo, inizialmente un piccolo mondo che poi è cresciuto moltissimo, era una responsabilità pesante.

Alle volte Alessandro mi ha passato persone da intervistare, documenti da analizzare, notizie da raccontare. Per me è stata una scoperta “essere giornalista“, prestare la confezione dei miei testi per descrivere fatti precisi, difficile ma appassionante trovarsi limitato dalla necessità di trasferire cose determinate. Mi ha fatto maturare, mi sono ritrovato in un processo di distruzione e ricostruzione che mi ha arricchito parecchio.

Per esempio uno degli articoli più “tosti” che ho preso in carico in questi anni per PMM fu quando analizzai il copioso documento interno del M5S “DOPO IL CORONAVIRUS La cultura politica del movimento cinque stelle“. Lo feci sperando di fornire più armi a chi, come me, li reputava una aberrazione della civiltà. Qualcosa che non avrei mai fatto da solo per diversi motivi, e tante ne sono capitate qui di cose simili che hanno cambiato profondamente il mio approccio.

Questa collaborazione mi ha pure fatto conoscere moltissime persone interessanti. Con alcune di loro è nata una vera amicizia e quasi tutte sono entrate in una virtuosa rete di relazioni, questo mi aiuta a verificare moltissime notizie e valutazioni con velocità e sicurezza. Rete in progressiva espansione e miglioramento, un processo, che, se non inaspettato nella dinamica, avevo fortemente sottostimato nelle mie aspettative.

Alle volte, la mia appartenenza al collettivo, mi ha spinto a fare per gli altri, e in maniera assai più faticosa e organizzata, quello che faccio per me stesso quando mi immergo in alcune ricerche: cioè tradurre e organizzare contenuti da fonti estere.

Questa cosa mi ha immeritatamente conferito un altro “primato” su PMM oltre a quello “temporale“, infatti è mio anche l’articolo più letto che però, a ben vedere, “non è un mio articolo” perché premia esclusivamente la fatica appena descritta, si tratta solo di una mera divulgazione, sebbene ritengo sia stata una giusta e validissima operazione.

Tornando a noi, quello che ci ha mosso tutti con tanto impegno è stata la fiducia, se vogliamo irrazionale, di poter contribuire a cambiare le cose, o magari la volontà di investire le nostre limitate energie per manifestare la nostra avversione allo status quo, per denunciare l’ignavia generale, il disinteresse di troppi, per affermare la nostra orgogliosa, caparbia divergenza.

Io e “il signor PMM” ci vedemmo di persona una primissima volta a Via Giolitti, a Roma, in una sala freddissima, era martedì 15 dicembre 2020, alla tavola rotonda “TSO e Vaccini Covid“.

C’erano molti personaggi ormai noti al mondo divergente: Solange Hutter, Antonio Bilo Canella, Sandro Torella, Lillo e Dario Musso, Edoardo Polacco, Cisco Orlando, Linda Corrias, Fulvio Grimaldi, Bruna Maccarone, Franco D’Urso e tanti altri.

Di cosa si parlò è chiaro, noi pochissimi, ma non i soli, resistenti della primissima ora. Il mio atteggiamento restò prudenziale, forse dovuto anche alla mia timidezza nell’approcciare ogni novità – in questa occasione davvero sovrabbondanti per numero e qualità.

Dovetti sforzarmi di mantenere basse le mie aspettative per le troppe delusioni pregresse, ed ebbi pure un tono dimesso nel raccontarlo – cosa che mi fruttò delle aspre critiche da persone vicine (non di PMM) – ho poi felicemente riguadagnato tutto quell’entusiasmo represso, riguadagnato motivatamente.

Alessandro ricordi quando poi tornammo verso Termini tutti e due smascherati e mi esponevi le argomentazioni che tenevi pronte in caso ci fermassero senza bavaglio? Tu con quegli occhi chiari che vedono chiaro, occhi che videro più chiaro di me l’epilogo di Trieste, forse l’unica volta in cui ti ho sentito arrabbiato e frustrato.

Col tempo ho avuto modo di conoscere tante brillanti persone che fanno parte del gruppo, alcuni di loro anche di persona, pure ultimamente a Cerveteri. Il piacere di trovare chi, come fai tu, combatte contro questo stato di cose, oltre a confortarti ti da gioia, nasce uno spirito cameratesco, da compagni di lotta, temerari (o incoscienti) che si espongono col solo garantito risultato di farsi nuovi nemici ed essere assediati da critiche, che talvolta rasentano l’aggressione.

Oggi sono tornato prevalentemente a una modalità di scrittura che è più simile quella che era in origine, in un modo rinnovato anche grazie a PMM, affrontando gli argomenti in modo “largo“, meno giornalistico e più ragionato, argomenti che continuano ad appassionare tanto me quanto il collettivo, al punto che alle volte sto selezionando l’ambito “Blog” anziché “News” per collocarli nella piattaforma.

PMM è un’avventura matura ma giovane, cominciata compiutamente ma che di sicuro ha ancora molto da dire per assolvere alla funzione per cui è nata, le ragioni che ci hanno spinto ad aggregarci ancora incombono su tutti noi e sono più forti che mai.

Ma noi non molliamo, noi veramente non molleremo mai.

Continuiamo a darci da fare guagliu’!

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