Erica Aiello ha partecipato al digiuno secco presso il Convento di Santa Maria del Giglio a Bolsena: la sua esperienza personale fa da fulcro al racconto che ispirerà il documentario diretto da Alessandro Amori per Playmastermovie.
Quando ho deciso di partecipare a questo ritiro, non era il digiuno ad attirarmi. Al contrario, ciò che mi ha spinta è stato il desiderio di vivere un’esperienza profondamente spirituale. Sentivo il bisogno di staccarmi dalla frenesia quotidiana, dai dispositivi elettronici, dalla costante connessione verso l’esterno. Volevo silenzio. Volevo ascoltarmi. Volevo lasciarmi guidare dal “fuori” al “dentro”, verso la mia interiorità, alla ricerca di una connessione più profonda con il divino.
Il digiuno, per me, è stato un “extra”, un effetto collaterale positivo di un percorso molto più vasto. Eppure, proprio attraverso il digiuno, è emersa una consapevolezza che non avevo mai realmente affrontato: il mio rapporto con il cibo.
Mi sono accorta che per anni ho usato il cibo come consolazione, come riempitivo per colmare vuoti interiori, per evadere dalla noia o inseguire un piacere immediato. Già dalla fase di discesa alimentare ho cominciato a notare quanto ciò che mangiamo influenzi il nostro umore, la nostra energia e perfino la lucidità mentale. Ho compreso che spesso non mangiavo per fame, ma per bisogni più profondi, inespressi, che chiedevano ascolto.
Io non fumo, non bevo, non assumo droghe… ma ho riconosciuto nel cibo la mia dipendenza. Questa esperienza mi ha insegnato a guardare al cibo con nuovi occhi, a instaurare con esso un rapporto più consapevole, equilibrato e salutare.
Ma il dono più grande è arrivato al terzo giorno di digiuno. In quel momento di profondo svuotamento, qualcosa dentro di me si è aperto. Ho vissuto un’esperienza intensa, luminosa, in cui ho sentito chiaramente la connessione con energie superiori che ci amano e ci avvolgono. A seconda del proprio sentire, le si può chiamare Dio, Buddità, Ganesh o in altri modi… ma la sensazione è universale: quella di essere parte di qualcosa di infinito e amorevole.
Consiglio a tutti, almeno una volta nella vita, di vivere un’esperienza simile. Non solo per i benefici fisici e mentali, ma per l’opportunità unica di tornare a se stessi e riscoprire quella dimensione spirituale che spesso dimentichiamo, ma che è la nostra vera casa.
Questa esperienza mi ha regalato non solo molta più salute, ma anche una nuova consapevolezza. I timori iniziali legati al digiuno secco, frutto di ignoranza e preconcetti, sono stati spazzati via nel momento in cui ho visto, con i miei occhi, i problemi di salute dei miei compagni migliorare visibilmente e in pochi giorni. È stato un vero risveglio. Mi sono resa conto che prima di parlare di certi argomenti bisognerebbe davvero provarli sulla propria pelle. Solo così si può comprendere in profondità, senza giudizi o paure infondate.
Erica Aiello
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