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figli sottratti

Alessia e Donato, genitori senza figli: una storia di dolore e resistenza

di Redazione Playmastermovie

Quando il 27 maggio 2025 Alessia e Donato furono avvisati dai servizi sociali che i carabinieri, in formazione completa con lo squadrone addestrato a vergognose operazioni, avevano portato via i loro figli da scuola non si resero subito conto della gravità dell’accaduto. Increduli e spaventati, non capivano la violenza e il raggiro.

Erano stati genitori accorti e presenti, si erano presi cura con sollecitudine della loro bambina fin dalla nascita e Dio sa quanti problemi avevano dovuto affrontare per una malformazione della lingua che le avrebbe reso difficile parlare. Proprio questa malformazione, affrontata con regolari sedute di logopedia, ha impensierito la scuola che, ritenendo necessario un insegnante di sostegno, ha avviato un meccanismo infernale di controllo, di diagnosi e di procedure.

Un presentimento di pericolo nel trambusto fece risuonare nel cuore di questi genitori, una preghiera. Iniziò Alessia sottovoce cercando di riordinare le idee, di proteggere i bambini, Noemi di 7 anni ed il fratellino Mauro di 4. Si affidò meccanicamente alla immagine protettrice come le avevano indicato da bambina: “Angelo di Dio che sei il mio custode…”.

Guardava gli assistenti sociali, sperava di captare un’espressione amichevole, comprensiva, ma niente, erano impassibili come quando avevano visitato la casa. Avevano anche sbagliato a scrivere il numero delle stanze, ne avevano contato una in meno. Perché? Avevano criticato, facendola vergognare, una macchia sulla maglietta di sua figlia, i capelli non lavati di fresco.

“Pregare per sopravvivere”: quando lo Stato strappa i figli a una famiglia

Angelo di dio che sei il mio custode… “- cantilenava soprappensiero mentre correva a scuola con Donato. Le mamme presenti al prelevamento coatto dei suoi figli, descrissero animatamente la scena drammatica, i bambini che recalcitravano piangendo, attaccandosi alle maestre. Senza i genitori, opportunamente dirottati nell’ufficio dei servizi sociali, portati via brutalmente da fantocci autorizzati.

“…Illumina, custodisci, reggi e governa me…” – dice sottovoce a Donato mentre corrono a cercare di capire cosa è accaduto. Occorrono avvocati, esperti, per difendersi dai meccanismi burocratici che antepongono il potere del Leviatano alla cura della famiglia; poteri che si impadroniscono di bambini con scuse labili, incomprensibili, oscure. Non si aiuta una famiglia, seppure ne avesse bisogno, impadronendosi vigliaccamente dei bambini.

Comincia una vita convulsa che stordisce ma si deve andare avanti.

Dove sono i nostri figli?”

“Li hanno divisi” – freddamente spiegano che Noemi è in una comunità in cui la madre può raggiungerla. Il fratellino, affidato ad una famiglia sconosciuta. Alessia e Donato corrono dalla figlia ma i padri sono esclusi.

Figli sottratti e genitori travolti dall’ingiustizia

“… Che ti fui affidata dalla pietà celeste…” – Alessia spera in un intervento soprannaturale perché quello che stanno vivendo non ha nulla di umano. Prega mentre si accorge che la comunità è un luogo di sofferenza: bambini e ragazzi stipati nella casa hanno problemi gravissimi per abusi e violenze di ogni tipo.

Donato torna a casa malfermo sulle gambe, travolto dall’ingiustizia che è costretto a subire senza colpa. Alessia non regge a lungo e chiede l’aiuto della nonna paterna che si propone per aiutarla. Ma questa richiesta, mal interpretata come insofferenza alla solitudine, provoca la sua dimissione. Alessia viene restituita alla casa vuota senza poter ribattere, è deciso.

Alessia torna a casa e sviluppa una pancreatite acuta che richiede un intervento urgente. Perde il bambino che aspettava da qualche settimana ma deve riprendersi in fretta per agire. La bambina è stata trasferita in un’altra comunità a Settimo Torinese dove altri ragazzini sfortunati la picchiano, mostra i lividi ai genitori. Nessuno interviene. Un gelo disumano. Noemi disegna prigioni e sbarre per la psicologa a cui è assegnata. Ha subito un trauma grande che prosegue nell’indifferenza delle istituzioni. Ha smesso di fare logopedia (che con i genitori faceva regolarmente e privatamente).

“Angelo di Dio… Angeli di Dio” – pensano Alessia e Donato sentendo nella carne l’ingiusta detenzione dei figli, si indebitano per pagare parcelle di professionisti.

Angeli di Dio, chi è il vostro custode? Un magistrato, un paio di assistenti sociali, una CTU, automi che eseguono protocolli senza valutare il bene dei bambini, i loro diritti e quelli dei genitori. I diritti umani non sono stabiliti da leggi scritte da mani umane ma sono regolati da leggi sacre e non scritte perché sono nel cuore, nella natura della vita.

Non ci sono prove di incuria o maltrattamenti ma i genitori non possono riaverli

Attualmente Alessia e Donato vedono i figli ogni 15 giorni per un’ora in un ambiente chiamato “protetto” ma che è in realtà una prigione dove si comunica in presenza dei servizi sociali, dove non si può portare un regalo ai bambini per non abituarli male. Ai Nonni è impedito di vedere i nipoti. L’istituzione impone che non si intromettano troppe persone. Sono in attesa di un’ulteriore udienza a marzo, senza garanzie, senza sostegno, senza ascolto. Senza che si tenga conto del fatto che hanno curato Noemi da quando è nata, che le hanno dato il meglio che potessero fare nella loro casa dignitosa, ma anche negli sport, le gite, le vacanze.

“Che ti fui affidata dalla Pietà celeste…” angelo di Dio, vieni in terra, abbiamo bisogno di sentimenti umani, di famiglie serene, di aiuto vero, di giustizia vera, di Pietà vera, di solidarietà, non di strappi e dolore, abusi e coercizioni.

E così sia… e così sia…”, parole che gelano due genitori come una condanna. Tuttavia li scuotono portando speranza. No, non sarà così. Angelo di Dio, dacci la forza, il coraggio, il sostegno della Comunità Umana, degli uomini e delle donne di buona volontà. Dacci la forza del grande esercito di persone che sa che i figli, generati per la vita, non devono essere sottratti ai genitori. Angelo di Dio, aiutaci a vedere, dietro la facciata che si erge a paladina dei bambini, il volto dei demòni che censurano la nostra vita per appropriarsi di quanto più prezioso abbiamo. Non lo permetteremo. Così sia.